Tassa di soggiorno o …altro

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Quando si parla di tassa di soggiorno a Ragusa ci si accorge di toccare un nervo scoperto dell’amministrazione che continua a considerare questo ” provento” come un tesoretto da utilizzare in ogni momento e per ogni attività,  purchè il funzionario di turno la battezzi per propedeutica al turismo. E così negli anni abbiamo “investito”, inutilmente, in spettacoli e manifestazioni varie senza una reale programmazione finalizzata alla promozione turistica. Forse il sindaco vorrebbe ravvedersi in questi ultimi mesi e invece che lasciare tutto in mano ad altri assessori scende in campo personalmente. Ma secondo noi è troppo tardi e molti danni sono ormai fatti e non può servire cercare la collaborazione personale tra quelli che appartengono ad un, incomprensibile per finalità, tavolo di concertazione. Ma a calare il carico da 11 oggi c’è Territorio che mette in piazza tutti i panni sporchi del turismo ibleo collegato alla tassa facendo i conti alla lira.. Ecco il suo comunicato stampa.
“Siamo arrivati alla fine del quinquennio della sindacatura Cassì, è tempo di bilanci, invero quasi tutti in
negativo, fra i pochi settori a salvarsi il turismo, per le peculiarità intangibili del nostro patrimonio artistico
architettonico e naturalistico ambientale, tradotto in parole più semplici mare e attrattive come pochi altri
posti in Sicilia. Opportune politiche di promozione del territorio hanno attirato l’attenzione in ambito
nazionale, televisioni e stampa specializzata hanno portato l’immagine della città e del territorio in giro per
il mondo, merito anche di un assessore che ha fatto bene il suo lavoro ma che, attualmente, ha avuto
ritirata la delega ed è fuori dalla giunta”
Queste le riflessioni dei vertici di Territorio Ragusa
“Gli esiti della riunione dell’Osservatorio per la Tassa di Soggiorno confermano alcune nostre
preoccupazioni del passato e acclarano politiche discutibili che invece di lavorare per un ulteriore rilancio
del turismo, da questo traggono fonte di sostentamento per sopperire ai bisogni di altri assessorati meno
fortunati – affermano da Territorio, aggiungendo: i notevoli introiti della biglietteria del Castello di
Donnafugata assicuravano, già prima dell’apertura del Museo del Costume, una gestione indipendente
della struttura, ma è sotto gli occhi di tutti che poco è stato fatto, per le stanze, per il Parco, per valorizzare
il sito. Dove vanno a finire somme annuali superiori al mezzo milione?”
“Oggi ci accorgiamo che anche i proventi della tassa di soggiorno sono stati utilizzati malamente, altri
assessorati hanno pescato a piene mani nel tesoretto della tassa, anomalie che, forse, ci svelano perché
l’assessore, come si sussurra, fosse scomodo in seno alla giunta, non condividendo del tutto questo assalto
alla diligenza.
I rendiconti dell’utilizzo della Tassa di Soggiorno per gli anni 2020 e 2021 rivelano un uso disinvolto dei
proventi, con destinazioni in molti casi discutibili.
Nel tesoretto della Tassa, oltre 800.000 euro nel 2021, somme altrettanto ingenti nel 2018 e nel 2019,
hanno pescato il sindaco per il suo fondo di riserva, l’assessorato alla cultura, quello ai lavori pubblici,
quello al verde pubblico, quello alla mobilità sostenibile.
Tutto in nome di iniziative che, in ogni modo, venivano fatte afferire a esigenze di tipo turistico.
Serve una netta inversione di tendenza e occorre investire le somme della Tassa secondo i dettami
dell’articolo 2 del Regolamento apposito.
Servono destinazioni che devono incentivare il turismo e siano finalizzate ad offrire servizi migliori per il
turista: quindi trasporto pubblico, servizio taxi e collegamenti efficaci sul territorio, sostegno a eventi e
manifestazioni di indiscusso livello artistico culturale che attirino realmente flussi nuovi di turisti e visitatori,
iniziative per destagionalizzare i flussi e rilancio dell’offerta enogastronomica come attrattore turistico in
tutti i periodi dell’anno.
“Dal piano di utilizzo della Tassa per il 2023, si rileva una discutibile eccessiva percentuale dei fondi
dedicata a imprecisati “servizi ed eventi in campo turistico per la promozione del territorio” e a “contributi
e compartecipazioni per eventi o manifestazioni”, ben il 44 %, una previsione di spesa di 365.000 euro, ai
quali va aggiunto un altro 12%, esattamente 100.000 euro per un Piano Strategico del Turismo ancora tutto
da scoprire nelle sue prerogative.”
Conclude il segretario cittadino di Territorio: “Apprendiamo da notizie di stampa che questi nostri rilievi
sono stati oggetto di forti riserve anche da parte di molti componenti dell’Osservatorio, la nostra posizione
non può essere quindi considerata di sterile polemica o di strumentale opposizione, mentre si è in tempo
serve un forte ripensamento delle politiche turistiche, come elemento portante del rilancio della città”

di Direttore27 Nov 2022 14:11