La controriforma delle province

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Le nove ” province regionali” siciliane avevano un ruolo importatissimo nella nostra isola  che, in verità, solo  in sparuti casi era stato assolto in pieno. La maggior parte delle volte invece questi enti  servivano solo a sprecare denaro e mostrare la parte peggiore della politica e della amministrazione locale. C’erano, è vero, delle eccezioni, almeno in parte, come ad esempio la provincia di Ragusa che, insieme ad altri organismi sovra comunali territoriali,  erano quasi degli esempi virtuosi. Questo però non è servito a salvarle da quella  mania dell’accentramento e del commissariamento che colpì il presidente del tempo, tale Raffaele Lombardo. Ci si mise anche Renzi e la famosa legge Delrio ma, mentre in Italia le province continuano a esistere e ad operare, in Sicilia invece sono  rimaste senza fondi e con pochissime cose da fare mentre i comuni sono stati caricati di troppi compiti senza avere i f le risorse necessarie . Ora leggiamo sul  Quotidiano di Sicilia che qualcosa sta cambiando infatti dopo una fallimentare riforma e numerosi tentativi abortiti di controriforma torna in auge la vicenda delle ex Province siciliane, abolite nel 2014 da una Legge regionale (8/2014) e sostituite con Liberi Consorzi di Comuni e Città Metropolitane, enti rappresentativi cosiddetti di secondo grado, a legittimazione indiretta degli organi di governo, eletti non dai cittadini ma dagli amministratori dei comuni che li compongono. Il neo presidente Schifani vuole rendere le ex Province efficienti Otto anni dopo, per porre rimedio alla paralisi di questi enti fondamentali dell’assetto istituzionale locale, il neo presidente della Regione, Renato Schifani, ha proposto tra le priorità del suo programma di Governo una ristrutturazione in grado di renderli efficienti. Lo ha detto anche in occasione del Forum con il QdS pubblicato lo scorso 3 settembre: “Sono dell’idea che occorre avere il coraggio di reintrodurre le Province. Perché quelle funzioni che avrebbero dovuto essere assorbite dai sindaci delle Città Metropolitane in realtà sono rimaste sulla carta. Delle ex Province sono rimasti costi e strutture, a cui si è aggiunto il problema delle strade abbandonate, perché non più di competenza di questi Enti”.  Ecco quindi la riesumazione delle Province Nel pieno di una crisi che mette a rischio la sopravvivenza e la competitività di numerose imprese e la funzionalità del sistema economico-sociale siciliano, la riesumazione delle Province può apparire un tema privo di concrete ricadute sulle condizioni di vita dei cittadini e del sistema produttivo siciliano, che interessa esclusivamente politici ed appassionati di modelli istituzionali. In realtà i cosiddetti Enti di area vasta sono titolari di funzioni fondamentali concernenti le attività produttive e lo sviluppo territoriale, l’assistenza alle categorie svantaggiate, l’istruzione, l’ambiente, l’urbanistica e il governo del territorio, e dovrebbero svolgere un ruolo rilevante e strategico nella programmazione e nella gestione delle politica ma il più delle volte sia per la mancanza dei fondi che per il disinteresse del commissario in carica non riescono a svolgere i l compito. Speriamo ce Schifani possa davvero portare avanti questa controriforma.

di Direttore20 Ott 2022 23:10

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