Ad imperituro ricordo.

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E’ solo una battuta perchè all’ex presidente Musumeci auguriamo una lunga vita, anche politica, ma questa sua voglia di fare, per forza, il centro direzionale della Regione lo fa assomigliare al faraone che vuole la sua piramide, appunto, ad imperituro ricordo. Si tratta innegabilmente di un bel progetto, in luogo ameno, ma alla fine non credo, ma io non sono palermitano, che sia utile al 100%. Secondo me sarebbe più opportuno realizzare un grande polo amministrativo magari fuori dal centro dove ospitare non solo la presidenza ma anche gli assessorati. Dicevo non sono di Palermo ma mi è capitato di frequentare qualche ufficio come ad esempio quello dell’assessorato al turismo in via Notarbartolo. Sette piani di confusione, con 2 ascensori anni 70, dove entrano appena 3 persone che per l’enorme uso quotidiano rischiano di fermarsi ogni momento e poi tanti altri assessorati la maggior parte se non tutti in affitto, con cifre molto importanti. Lo avevano detto i grillini che si potrebbe fare un investimento tale da finirla con gli affitti ma questo non piace soprattutto ai proprietari che da decenni campano, bene, di rendita. Tornando al centro dirigenziale del quale  oggi è ripreso l’iter,  Musumeci dice : «Superata la fase del contenzioso, ormai definitivamente archiviata guardiamo avanti con rinnovato ottimismo affinché entro alcuni anni, finalmente, la Regione possa avere il suo Centro direzionale. È tappa importante di un percorso voluto dal mio governo per dare alla Sicilia una grande opera di edilizia pubblica di respiro internazionale, con vantaggi per il personale dipendente, ma anche per gli utenti che si troveranno nello stesso luogo tutti gli uffici. Senza dimenticare i benefici, in termini economici e occupazionali, che ne ricaverà Palermo e la Sicilia. Nel progetto – conclude – saranno recepiti anche i requisiti richiesti dal Pnrr (sotto il profilo energetico, di sostenibilità, di materiali utilizzati) in modo tale da poter utilizzare anche le risorse messe a disposizione dal Piano nazionale di ripresa e resilienza».  Ora non sappiamo quanto costerà ma visti i chiari di luna forse Schifani, che ora è presidente con maggioranza larghissima potrebbe dire la sua e a Musumeci, se proprio vuole, intitolare un giardino. In fine dei conti non sembra aver lasciato un buon ricordo in nessun.

di Redazione28 Set 2022 15:09