Sterili polemiche sul turismo ibleo.

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Mentre infuria la polemica tutta ragusana sul turismo che barcolla si cerca di restare romanticamente attaccati al concetto delle tradizioni locali, di contadini e prodotti locali, tramonti e vino,  la realtà, a detta degli addetti degli esperti, mostra una faccia piuttosto brutta:  moltiplicate le spese per i residenti per acquistare prodotti nei tanti  negozi di alimentari rimasti, miasmi di fritto tra patatine e arancine, cestini della spazzatura trabordanti, gelaterie, pizzerie al taglio, coni che sporcano irrimediabilmente i marciapiedi.. La realtà è appunto diversa negli ultimi 10 anni, molto differente poi da quella che viene descritta sui social network e sugli articoli di stampa. Si insegue tutt’ora il modello  del “prendiamo tutto ora che domani non si sa”. Quello che più stride con la realtà è però che a capo di questo  ci siano gli Enti pubblici. Negli ultimi anni ci si comporta come 15 anni fa, non si studia, non si analizza il fenomeno turistico che è invece drammaticamente cambiato. Sarebbe il caso di  parlare di “troppo pieno” che sarebbe uno strumento di qualità e di promozione intelligente. Si spende tanto per massimizzare le visite  grazie al marketing e alla promozione ma  meno interesse e attenzione è stato rivolto a come accogliere mil turista e ridurre il livello di “troppo pieno”.
Il termine “troppo pieno” si riferisce direttamente alla capacità di carico di un territorio, concetto spesso non capito o male interpretato. Il concetto deriva dall’agricoltura e nel turismo fa riferimento al numero di persone che un territorio riesce a “far fronte” prima di deteriorare le proprie risorse . Il concetto di “limite” applicato al turismo ha origine fin dai primi studi dedicati al turismo e solo ora qualche piccolo passo in avanti si vede e consente al decisore politico di adottare le giuste strategie. I residenti di Mazzarelle si lamentano delle orde di barbari dietro ad ombrellini colorati e di una vita che, da queste parti, non si respira più.
E anche vero che  i privati hanno anche tutto il diritto di massimizzare i loro profitti… ma a che prezzo tutto questo?
Se passa il concetto che siccome ormai tutti vivono di turismo non si possono tentare politiche di mitigazione di queste orde, non si può parlare di turismo sostenibile, non si può parlare di educazione del turismo. L’ennesima dimostrazione viene dall’utilizzo improprio dei fondi cospicui che provengono dalla tassa di soggiorno. Non ci sono voci che mirano al miglioramento delle fruibilità della città, non si parla di promozione attenta e mirata ai giusti mercati, non c’è programmazione culturale che invece con quei fonsi si potrebbe almeno accennare. Ma qui sbaglia il sindaco che per il quieto vivere permette che gli assessori facciamo più o meno quello che vogliono senza pensare a al miglioramento dell’intero territorio. A che serve dare decine e decine di migliaia di euro per fare esibire un cantante?

di Direttore02 Ago 2022 23:08