No al fotovoltaico ma con giuste motivazioni.

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Il movimento civico Gaetano Iacono di Chiaramonte,  vista la richiesta di autorizzazione pervenuta al
Comune di Chiaramonte Gulfi (protocollo n. 0009529/2022) per l’installazione nel cuore del
territorio chiaramontano, in un’area sita lungo la via d’accesso principale alla città, di un grande
impianto industriale per la produzione di energia elettrica da fotovoltaico, intende schierarsi a
tutela del territorio, a fianco delle associazioni di categoria, attività turistiche, associazioni culturali
e ambientaliste, nonché tutti quei cittadini che contrastano tale progetto.
Si tratta di un progetto per la realizzazione e l’esercizio di grid-connected di tipo retrofit su
suolo, denominato “Chiaramonte Gulfi 1 PV”, della potenza nominale pari a 4,7 MV DC e di
un’estensione pari a circa 15 ettari (150.000 metri quadrati), da realizzarsi in C/da Roccapalumba
nei terreni censiti al Catasto foglio 54, particelle 149 e 213 e di tutte le opere connesse e
infrastrutture necessarie al funzionamento dell’impianto.
Il motivo fondamentale della nostra posizione nettamente contraria è ovviamente che la
creazione della mega struttura comporta: 1) il consumo di suolo agricolo; 2) la riduzione della
biodiversità dal momento che si crea un microclima sfavorevole; 3) il consumo di spazio rurale;
4) l’elevatissimo impatto paesaggistico con conseguente deturpazione della bellezza e della
identità dei luoghi.
Inoltre, l’insediamento fotovoltaico oltre ricadere a poco metri dal Villaggio Gulfi sarebbe
posto a ridosso di terreni, di attività commerciali come bar e di imprese ricettive, turistiche,
agricole, agrituristiche, enogastronomiche.
Occorre, inoltre, considerare che tale zona di Chiaramonte Gulfi offre prodotti certificati e di
altissima qualità, a partire dall’Olio DOP Monti Iblei, e che i visitatori che arrivano da lontano, così
come i cittadini, non saranno contenti di percorrere quella strada “ammirando” 15 ettari di
pannelli fotovoltaici, piuttosto che un campo di graminacee. Altro che città dell’olio e della dieta
mediterranea! Altro che turismo agroalimentare, altro che percorsi paesaggistici!
Inoltre, i contributi che vengono elargiti per promuovere giustamente la diffusione delle
energie rinnovabili provengono da una quota che tutti paghiamo sulla bolletta elettrica; pertanto,
sarebbe più giusto che venissero ripartiti in piccole quote per finanziare piccoli impianti piuttosto
che assorbiti da grandi impianti industriali costruiti a scopo speculativo.
In definitiva, la costruzione di questo impinto industriale di 4,7 MV presenta una
contraddizione di fondo: quella di ricorrere ad una fonte energetica rinnovabile consumando però
altre risorse non riproducibili quali sono il suolo agricolo e la bellezza rurale.
Il Comune deve lavorare con costanza e dedizione per promuovere e tutelare le produzioni
agricole e il territorio da cui questi provengono; inoltre, si deve sostenere il valore intrinseco del
paesaggio e la simbiosi con le attività condotte nei terreni che rischiano di essere soppiantati da
impianti industriali di notevoli dimensioni anche se riguardanti la produzione di energia
rinnovabile.
I consiglieri comunali di minoranza seppur assolutamente favorevoli alla transizione
energetica, necessaria per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, sentono la necessità di un
cambio di approccio metodico nel processo decisionale. Difatti, sostenibilità significa misurare e
valutare secondo un approccio scientifico multidisciplinare i molteplici impatti che un singolo
intervento potrebbe generare sull’ecosistema. In tal senso, gli impianti di energia rinnovabile non
possono diventare antagonisti del paesaggio – spesso motore economico ed espressione della
cultura di un territorio – così come non dovrebbero compromettere la superficie agricola, sempre
meno estesa.
È invece necessario costruire una relazione equilibrata e rispettosa tra paesaggio e
tecnologia, tra ecologia ed etica, nell’ambito di una visione olistica di preservazione che
contempli la valutazione dei bisogni sociali, economici e ambientali.
Per questo, i consiglieri comunali Iacono, Stracquadaini, Riggio e Cultrera nell’auspicare un
modello di sviluppo territoriale “sostenibile per natura” nell’interesse di chi abita e chi lavora
nel territorio di Chiaramonte Gulfi, chiedono: 1) al consiglio comunale di dare parere negativo al
progetto di costruzione del sopracitato mega impianto fotovoltaico; 2) all’amministrazione di
sostenere nelle opportune sedi istituzionali le ragioni della contrarietà all’impianto fotovoltaico
di 4,7 MV; 3) al Comune di dotarsi di un regolamento comunale per l’istallazione di impianti
fotovoltaici per una corretta produzione di energia elettrica – come già hanno fatto diversi
Comuni – individuando le forme più adatte a favorire da una parte la creazione di piccoli impianti,
dall’altra la realizzazione di impianti anche di grandi dimensioni su superfici già sfruttate per altri
scopi, come tetti degli edifici pubblici, dei capannoni, del centro commerciale, altri terreni già
sottratti all’uso agricolo e impermeabilizzati come, ad esempio, le discariche bonificate, etc.
Insomma, per i consiglieri comunali di minoranza, Chiaramonte ha un urgente bisogno di
dotarsi di un regolamento comunale energetico per disciplinare, nell'intero territorio comunale,
la realizzazione di impianti fotovoltaici e anche per porre un limite all’utilizzo speculativo e
spregiudicato di terreni agricoli, fermi lo scempio della bellezza del landscape e prenda in
considerazione efficaci processi di programmazione, pianificazione e controllo.
Ovviamente, continueranno a lottare per la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del
patrimonio naturalistico e culturale chiaramontano, per la salvaguardia e il potenziamento di
un’agricoltura sana e sostenibile.

di Direttore14 Lug 2022 14:07