Raccolta rifiuti: Cassì dixit!

>

Venerdi mattina alle 11 alla Provincia ci sarà una conferenza stampa con tutti i sindaci del comprensorio ibleo per capire quali soluzioni ci possono essere per le discariche. Intanto il sindaco Cassì ha fatto questa dichiarazione: “Basta sfogliare un giornale o guardare il tg regionale per comprendere la gravità di  ciò che sta accadendo in Sicilia: strade invase da spazzatura a causa di discariche esaurite o in esaurimento.
Fino a pochi giorni fa la provincia di Ragusa aveva una situazione di vantaggio, ma la improvvisa e imprevedibile chiusura della discarica di Motta S. Anastasia disposta dal Tar ha messo nei guai anche la nostra provincia, che a Motta conferiva il rifiuto
secco proveniente dall’impianto di TMB di Cava dei Modicani. Nessuno ci aveva avvisati del ricorso pendente proposto da una associazione ambientalista, e nessuno era tenuto a farlo. Il nostro TMB ha dovuto così prima rallentare la propria
operatività e poi chiudere del tutto, bloccando di conseguenza la raccolta del rifiuto indifferenziato.
Oggi una certa opposizione che soffia sul comprensibile malcontento dice: ci voleva un piano B. In una situazione in cui buona parte dei Comuni della Sicilia pativa e patisce una gravissima emergenza, lamentare che a Ragusa non ci fosse pronto un
piano B che avesse l’avallo della Regione (che è sempre necessario), quando in tanti altri Comuni dell’isola non esiste nemmeno un piano A, può voler dire solo due cose: o non si ha la minima idea di come funziona nella nostra isola il meccanismo di
raccolta e smaltimento dei rifiuti, o si cerca di intercettare il disagio e l’ovvio malcontento della gente per raccattare del facile consenso. Oppure entrambe le cose. Ma un Piano B per andare dove, se in Sicilia non ci sono più impianti disponibili? La
soluzione a cui tutti i Comuni stiamo lavorando è di conferire i rifiuti fuori dall’isola.
Per farlo, però, occorre attivare una procedura amministrativa che si avvia con la pubblicazione di un avviso (già fatto) e che ha delle tempistiche incomprimibili, oltre che costi aggiuntivi di centinaia di migliaia di euro. Non pensano, i critici a
prescindere, che se fosse stato più semplice, i tanti Comuni siciliani con cumuli impressionanti di rifiuti per strada da settimane avrebbero già ovviato? Anche in questo ambito Ragusa è un modello, con le sue alte percentuali di differenziata, ma come prevedere in anticipo la chiusura di una discarica per via giudiziaria? E come evitare, poi, un periodo di fermo del sistema? Ci stiamo muovendo in più direzioni
per una soluzione più rapida possibile, ma ancora per qualche giorno non potremo garantire un servizio di raccolta del rifiuto secco-indifferenziato a pieno regime e dovremo quindi escludere dal servizio alcune utenze. Strutture sanitarie, rsa,
strutture ricettive e ristorative, o chi ha in casa pannolini e pannoloni, beneficerà in questa prima fase di un’eccezione: i loro rifiuti indifferenziati saranno raccolti e stoccati temporaneamente nei centri comunali di raccolta, nei limiti delle rispettive
capienze, e si cercherà di evitare il formarsi dei cumuli che da giorni deturpano tante altre città siciliane. I disagi saranno inevitabili, ma sono certo che la comunità ragusana saprà prendere atto della situazione e dimostrare ancora una volta senso
civico e responsabilità, differenziando sempre di più e sempre meglio, così da ridurre i rifiuti indifferenziati prodotti. Tutte le altre tipologie di rifiuto (umido, plastica, carta, vetro) saranno raccolti regolarmente.
Auspico quindi vivamente che chi vuole bene a questa città metta da parte le
polemiche, stemperi le tensioni, comprenda il momento di difficoltà, si adoperi per
spiegare la situazione a chi è meno informato sulla criticità momentanea, dando
prova di serietà e maturità. Non è il momento delle divisioni, per chi ha veramente a
cuore la nostra città”.

di Direttore23 Giu 2022 23:06