Camarina rischia di franare ma almeno abbiamo la scala al museo.

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Ora non vorremmo fare i criticoni che intervengono su ogni evento scagliando accuse contro le amministrazioni interessate ma certe volte bisognerebbe farlo. Parliamo di due cose di grande importanza per il patrimonio archeologico e culturale della città di Ragusa. Iniziamo dal Parco di Camarina che a detta dei tecnici si trova in gravissime  condizioni dal punto di vista della stabilità. Lo si sapeva da tempo che l’intero promontorio, sul quale sorgeva l’antica Camarina, è friabile e addirittura ci sarebbe una cavità proprio sotto l’area del Parco che mette a rischio la sopravvivenza del bene. Tra l’altro, ora, la strada che arriva al museo è  a senso unico venendo  da Santa Croce ed è invece  interrotta dalla parte del ponticello sull’Ippari che è pericolante. Urgono interventi immediati per la messa in sicurezza di tutta l’area. Ora qualcuno si chiederà come mai in questa storia c’entra il comune? Non è una responsabilità diretta ma oggettiva  visto che dei problemi del parco archeologico se ne parla da tempo. Non vorremmo, ora, che per salvare Camarina si debba attendere qualche Gal o Agenda per presentare i progetti e attendere con fiducia. C’è il rischio serio, come ci ha dichiarato il direttore del Parco l’architetto Buzzone, di un crollo repentino ed irrimediabile che potrebbe causare anche delle vittime. Come dicevamo non vogliamo fare i criticoni ma questo intervento forse era più necessario, chessò, di Villa Moltisanti o di un paio di KM di pista ciclabile.
L’altra questione riguarda una semplicissima scala in ferro. Ne chiediamo la realizzazione da almeno 3 anni. La struttura è necessaria per permettere la fruizione del Museo Archeologico di  Ragusa che aveva bisogno di un’uscita di sicurezza. A sollecitarne la realizzazione anche le consigliere Cettina Raniolo e Corrada Iacono invitate oggi ad un sopralluogo esterno al Museo con la presenza dell’assessore Giuffrida e e l’ing.  Alessandro Tumino. Una volta constatare la riattivazione della scala e di un locale attiguo alla cabina elettrica che è stato dotato di sistema antincendio di sicurezza si potrà pensare alla riaertura del Museo Archeologico, Nel corso del sopralluogo, nella parte di via Natalelli sottostante all’arcata del Ponte Nuovo, l’assessore Giuffrida ha dato anche assicurazioni sulla pronta riattivazione dell’ascensore pubblico che collega la via Roma appunto alla via Natalelli. In questo caso dobbiamo sottolineare l’impegno della politica, cioè delle consigliere Raniolo e Iacono. Ma era proprio necessario? Nel senso non dovrebbe essere un compito dell’amministrazione, dei suoi assessori, permettere la fruizione di ogni bene culturale?.

di Direttore23 Mag 2022 14:05