Ma che colpa hanno a Priolo. Il Mise sene fr…..

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Il numero uno del colosso petrolifero russo Lukoil Vagit Alekperov si è dimesso, e la notizia riguarda direttamente  anche il settore petrolchimico siciliano e in particolar modo quello di Priolo e Siracusa visto che Lukoil è proprietaria della raffineria ISAB . Dunque le sanzioni contro la Russia, tanto volute da Draghi, sono, come è stato detto più volte, un’ arma a doppio taglio perchè mettono a rischio migliaia di posti di lavoro. Non tocca a noi fare valutazioni politiche ma non c’è dubbio che occorre un immediato intervento statale da parte del Ministero dello sviluppo economico per garantire le linee di credito delle piccole e medie società che ruotano intorno al petrolchimico e per garantire i posti di lavori di tanti siciliani che lavorano per ISAB/Lukoil  al fine di evitare un altro tracollo economico che avrebbe effetti devastanti sulla economia regionale. Purtroppo e questo lo diciamo noi della redazione di Teleiblea, al momento, il ministero suddetto è impegnatissimo a concludere l’affare di 5 miliari di euro che riguarda il nuovo digitale e la telefonia. Pur di fronte ad evidenti problemi economici generali con tanti settori letteralmente in ginocchio il MISE va avanti senza esitazioni nel far chiudere le emittenti televisive per guadagnare i miliardi della telefonia. Ma torniamo al petrolchimico con l’unica nota positiva di questa vicenda. Vagit Alekperov  infatti  è in aperto contrasto con Putin e si è dimesso dalla guida del gruppo energetico   proprietario appunto anche della raffineria più grande d’Italia, quella di Priolo (Siracusa). Alekperov, nato in Azerbaigian quando faceva parte delle repubbliche russe, ha un patrimonio netto stimato di quasi 23 miliardi di dollari, è il quarto uomo più ricco del Paese ed è stato vice-ministro dell’industria petrolifera e del gas dell’Unione Sovietica. Dopo il dissolvimento dell’Urss, alla fine del 1991, ha preso il controllo di tre grandi giacimenti petroliferi e ha fondato la Lukoil, la seconda compagnia petrolifera russa dopo Rosneft e la più grande non di proprietà statale. È stato spesso fotografato accanto a Putin e faceva parte del gruppo di oligarchi convocati al Cremlino alla fine di febbraio, nei giorni precedenti l’invasione dell’Ucraina. Il 5 marzo scorso il consiglio di amministrazione di Lukoil ha riferito in una dichiarazione agli azionisti, al personale e ai clienti che stava «chiedendo la fine più rapida del conflitto armato» in Ucraina. «Esprimiamo la nostra sincera empatia per tutte le vittime, che sono colpite da questa tragedia – scriveva il consiglio – sosteniamo fermamente un cessate il fuoco duraturo e una soluzione dei problemi attraverso seri negoziati e diplomazia».  Il comportamento dei famosi oligarchi potrebbe incidere profondamente nella corazza di Putin che deve per forza ascoltare la parte economica del paese.

PETROLIO
di Direttore21 Apr 2022 23:04