Aiutare anche chi vive in città.

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E’ un grido d’allarme che viene lanciato dal presidente dell’Anteas di Ragusa, un’associazione che si occupa di assistenza agli anziani e non solo. L’avvertimento è rivolto alle istituzioni pubbliche che troppo spesso operano sotto l’insegna dell’accoglienza senza mai prendersi cura delle persone in difficoltà che nascono e vivono in questa città.   “In tempo di Covid, nella civilissima e un tempo economicamente benestante Ragusa, facciamo, purtroppo, i conti con le nuove povertà. Ci vengono segnalate problematiche di vario tipo. Vicende umane che ci fanno interrogare sulla pesantezza della situazione e che devono spingerci ad attivare quella catena di mutuo soccorso tra le associazioni di volontariato che andiamo ventilando da tempo”. Rocco Schininà dell’Antares  dunque è estremamente preoccupato per la deriva che le problematiche sociali potrebbero prendere in città. Il tutto,
naturalmente, acuito dalla crisi economica generata dal Covid. “Molta gente  ha perso il lavoro. Alcuni si sono calati in una dimensione di depressione che fa davvero preoccupare. Più in generale, c’è una condizione di
disagio che difficilmente emerge in tutta la propria gravità. Secondo noi è difficile però trovare delle soluzioni concrete. E’ possibile intervenire con sussidi temporanei ma serve molto di più. Occorre pianificare una ripresa economica anche piccola basata su investimenti pubblici ma che possa coinvolgere tanta gente in difficoltà. Il lavoro è il toccasana per tutto ma intanto si può operare dal punto di vista sociale. Secondo l’Anteas è importante la creazione di una vera e propria casa del volontariato che possa coinvolgere tutte le associazioni interessate così da predisporre una strategia comune. Questo il momento decisivo  ci potrà aiutare a capire in che modo
sostenere chi ha bisogno. Ma è un percorso da attivare subito perché, come abbiamo appurato, le situazioni critiche sono davvero numerose”.

di Direttore03 Ott 2021 10:10