Parcheggio ai Canalotti. E ora?

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Si complica la vicenda del parcheggio ai Canalotti perchè i proprietari dell’area incriminata hanno fatto ricorso al Tar di Catania che ha sospeso con decreto cautelare urgente gli atti . Il Comune di Ragusa infatti  dopo avere autorizzato la realizzazione a Punta Braccetto della struttura  ha prima effettuato una valutazione di incidenza ambientale (VINCA) clamorosamente errata e poi ha annullato illegittimamente il titolo edilizio. In un precedente articolo noi di Reteiblea avevamo espresso delle perplessità su questa storia soprattutto prendendo in considerazione la foto inviata da Legambiente che mostra la incongruità della protesta. Ci troviamo infatti di fronte ad una zona degradata  in modo irrimediabile  dagli abusi edilizi del passato e ora si vorrebbe impedire di dare un minimo di regolamentazione, almeno al posteggio selvaggio,  all’area interessata.  Secondo l’avv. Stornello, legale della ditta che aveva ottenuto la concessione, la decisione del Tar conforta la bontà delle ragioni dei ricorrenti e limita in qualche modo i gravissimi danni che già essi hanno patito dagli atti illegittimi del Comune e dei quali l’Amministrazione è responsabile”. E’ inoltre  opportuno chiarire la situazione che il parcheggio è stato regolarmente autorizzato sia dal Comune di Ragusa che dalla Soprintendenza. L’ area oggetto dell’intervento non solo è stata destinata a parcheggio sia nel PRG vigente che in quello futuro proprio dal Comune di Ragusa che l’ha pure utilizzata come tale per oltre dieci anni,  Da dire anche che non ci sono vincoli ambientali, in quanto l’area è esterna e distante dal Sito di Interesse Comunitario, ed insiste in una zona talmente edificata ed urbanizzata che, ancora, il Comune di Ragusa ha realizzato lì una strada asfaltata. Chi afferma invece  che si tratti di un intervento abusivo se ne assume ogni conseguente responsabilità.
Secondo noi il Comune ha sbagliato ancora una volta a fare questo gioco peccando di ingenuità . Nel tempo, e con sindaci diversi, abbiamo visto rilasciare autorizzazioni e poi annullarle con danni evidenti. Basti ricordare la Sud Invest e più recentemente la Tecknè con la quale c’è un contenzioso. Riprendendo il nostro articolo precedente sull’argomento è davvero strano che Legambiente, in questa occasione, si sia schierata dalla parte di chi, nel passato, ha dimenticato ogni regola trasformando quello splendido sito in una borgata tipica di regioni del nord africa dove non esistono gli strumenti edilizi.

di Direttore30 Ago 2021 22:08