Dove va a finire la tassa di soggiorno

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Registriamo la protesta degli albergatori di Agrigento prima e poi di Siracusa che minacciano di non fare più pagare ai loro ospiti la tassa di soggiorno in quanto i fondi raccolti non vengono destinati al finanziamento di interventi in materia di turismo. Il presidente dell’associazione aretusea, Pippo Rosano, ha detto: anche a Siracusa il Comune decide per proprio conto, senza consultazione alcuna, come utilizzare l’imposta di soggiorno,, un milione e duecentomile euro nel 2019, spesso riservata a capitoli non attinenti alla norma secondo cui deve invece “essere destinata a finanziare interventi in materia di turismo, manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali e dei relativi servizi pubblici locali”. Ed è la pura verità. Crediamo in tutta la Sicilia dove questa tassa viene utilizzata per ogni tipo servizio anche addirittura per pagare gli stipendi. Tempo addietro a Ragusa, che ha sfiorato il milione di euro nei tempi felici, per esempio era stata istituita una commissione solo consultiva ma aveva il compito di fare qualche proposta ma soprattutto di rendere trasparente tale impiego di fondi. Ma durò poco. Ricordo un assessore che disse testualmente: Belle le vostre proposte ma noi con quei soldi ci facciamo quello che vogliamo… Poi, per stare nella legalità, sono intervenuti i migliori dirigenti comunali che con trucchi da ingegneria contabile, aggiungendo capitoli farlocchi e percentuali di comodo, hanno permesso agli assessori del tempo di fare appunto quello che volevano ma con la copertura dirigenziale. E così a Ragusa si è intervenuti in festival, compagnie aeree, chiese e così via. Insomma questa imposta, pagata a malincuore dai turisti, che dovrebbe però servire a migliorare accoglienza, servizi e promozione, viene utilizzata in, diciamo cosi, arte varia diventando purtroppo l’unica entrata inserita nel capitolo “turismo”. Come avevamo facilmente previsto si sta vivendo un momento critico e delicato e c’è bisogno di sostegno per gli oeratori con provvedimenti concreti quali ad esempio l’abbattimento delle imposte Tari e Imu e non di eventi che seppur interessanti non contribuiscono a attrarre il turista. Da fare attenzione inoltre all’incertezza che sta producendo una serie di copiose cancellazioni di prenotazioni per i mesi di settembre e ottobre”

di Direttore01 Ago 2021 10:08