Vaccinazioni, variante Delta e previsioni per settembre.

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La priorità è raggiungere con il vaccino quante più persone possibili e continuare con l’inoculazione del siero anche durante il periodo estivo. Riportiamo alcuni dei temi trattati dal Dirigente Medico della Polizia di Stato,  Fabio Ciciliano, in una intervista rilasciata al giornale on line Interris.it.
“Gli ultimi dati sull’incidenza dei nuovi casi che ogni settimana viene trasmessa al CTS dall’Istituto Superiore di Sanità e dalla Cabina di Regia del Ministero della Salute testimoniano una notevolissima riduzione della circolazione virale che nell’ultimo monitoraggio ha registrato in diverse Regioni meno di 10 nuovi casi settimanali ogni 100’000 abitanti. L’imponente campagna vaccinale attesta l’Italia al secondo posto in Europa per percentuale di popolazione coperta dalla vaccinazione dopo la Germania. Questo rappresenta un’ulteriore significativa indicazione sulla possibilità di rimuovere l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto. Ovviamente, in assenza di folla o aggregazioni di persone. Resta obbligatoria al chiuso, sui mezzi di trasporto e in tutti gli altri casi. In altre parole, è obbligatoria portarla con sé e può non essere indossata quando siamo all’aperto e lontano più di un metro da altre persone”.  Non si può però negare che, al momento, in Gran Bretagna la variante Delta spaventa per l’aggressività . Si può pensare a una terza ondata anche in Italia? Ecco la risposta dello studioso: “La variante delta in questo momento desta attenzione, non preoccupazione. Sappiamo che è trasmissibile circa il 60% in più rispetto alla variante alfa (la cosiddetta variante inglese) e che, a propria volta, è trasmissibile circa il 50% in più rispetto al ceppo virale originario. Si è visto inoltre che attualmente la variante delta non incide in maniera significativa in coloro che hanno completato il ciclo vaccinale. In questo momento, in Italia, anche se si registra un incremento della circolazione della variante, non si registrano incrementi nei ricoveri nei reparti Covid ordinari o di terapia intensiva che restano occupati mediamente intorno al 4%. È quindi necessario procedere celermente alla conclusione della campagna vaccinale nazionale anti-Covid-19, soprattutto nei confronti di quei 2 milioni e 700mila circa cittadini over 60 anni che non sono stati ancora vaccinati. Ricordiamo che oltre il 97% delle morti causate dal Covid ha interessato la fetta di popolazione over 65 anni”. Ora bisogna raggiungere ogni singola persona anziana per tutelare prima sé stessa, ma anche la collettività, attraverso un rinnovato ruolo della medicina di base e delle farmacie. In altre parole, la medicina del territorio deve subentrare nella strategia: dalla fase del “cittadino verso il vaccino”, bisogna passare alla fase del “vaccino verso il cittadino”.  Ci sentiamo un po’ più tranquilli ma restano i dubbi sulla scuola:   “La campagna vaccinale per le fasce di età 12-17 anni è partita in maniera eterogenea nelle diverse Regioni. Auspichiamo che, con la vaccinazione degli anziani e dei soggetti fragili in dirittura di arrivo, possa agevolmente rafforzarsi la copertura vaccinale dei nostri adolescenti. In questa maniera fin dall’inizio del prossimo anno scolastico, potremmo vedere un ritorno a scuola finalmente normale e non condizionato dal rischio del virus”.

“Nel prossimo autunno si verificherà sicuramente un nuovo incremento nel numero dei casi. Ma a quel punto  la popolazione italiana dovrebbe essere coperta dalla vaccinazione raggiungendo la sperata immunità di gregge. La pandemia finirà e lascerà spazio alla presenza del coronavirus in maniera endemica. Significherà che il virus non scompare ma gli uomini avranno imparato a convivere con lui, senza destare particolari preoccupazioni dal punto di vista della sanità pubblica. Quando? Tra qualche anno, forse”.

 

di Direttore29 Giu 2021 08:06