“Fermare la violenza contro le donne. Insieme si può fare”.

Oggi, 25 novembre, è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Ed è l’occasione per una riflessione sul fenomeno, a partire dai dati che abbiamo al momento a disposizione”. A dirlo la senatrice Venera Padua che, tra l’altro, è componente della commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio. “Nel periodo 2014-2015 – spiega – ci sono stati in Italia 0,51 omicidi volontari ogni 100mila donne residenti. Abbiamo il primato del più basso tasso di omicidi di donne rispetto ai 32 paesi europei e nordamericani per cui si dispone di numeri ben comparabili. Però non è il caso di suonare le campane a festa. Perché a differenza di quanto accade nella maggioranza dei paesi occidentali, nel periodo 2017-2015, in Italia gli omicidi di donne sono rimasti praticamente costanti e di conseguenza il vantaggio rispetto agli altri paesi si è assottigliato. E se gli omicidi commessi da estranei e da altri familiari sono diminuiti, quelli compiuti dal partner o dall’ex sono aumentati: da 0,21 per 100mila nel quadriennio 2007-2010 a 0,25 nel quadriennio 2011-2015. Questo significa che mentre nel primo quadriennio veniva commesso dal partner o dall’ex il 41 per cento degli omicidi di donne che vivevano in Italia, nel 2011-2015 la proporzione è salita al 50 per cento”.

La senatrice Padua, giovedì, ha preso parte a Roma al seminario istituzionale della commissione sul tema “Fermare la violenza contro le donne. Insieme si può fare”. “Abbiamo parlato – spiega la parlamentare – di donne migranti, violenza di genere e contesto internazionale. E abbiamo appreso i numeri di un vero e proprio disastro umanitario, una violazione dei diritti umani fondamentali. Non possiamo, come donne, voltarci dall’altra parte, non possiamo non farci carico delle responsabilità di queste donne imponendo ai governi politiche specifiche per le donne migranti. In che modo? Portando anche avanti la proposta lanciata, durante i lavori del seminario, dalla vicepresidente del Senato, Linda Lanzillotto, di riconoscere la persecuzione di genere come presupposto per la concessione dell’asilo. Ma anche programmando politiche di aiuto nei confronti dei Paesi di origine che condizionino il sostegno finanziario al rispetto delle donne, al loro diritto di accedere all’istruzione e al loro coinvolgimento nei processi di sviluppo economico. Per i processi migratori occorre tutelare e valorizzare le donne perché non è solo interesse delle donne ma una assoluta necessità per l’intera società”.

di Redazione25 Nov 2017 10:11
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