[Video] Ancora proteste in Comune. Il mestiere del politico è cosa non semplice, ma la buona creanza non andrebbe mai dimenticata

Ancora una volta la seduta del Consiglio comunale è stata caratterizzata dalla protesta di un gruppo di lavoratori, il cui lavoro è a rischio. Naturalmente parliamo dell’interruzione del Servizio di doposcuola e di attività integrative.
Questa decisione, voluta dalla Giunta municipale, coinvolge le dipendenti/docenti della cooperativa, che hanno svolto il servizio sino ad oggi (un servizio che dura da 35 anni, come ricordano in coro le opposizioni, ndr.) alcuni dipendenti/docenti comunali, che verrebbero reimpiegati in altre mansioni, e gli usufruitori dello stesso servizio, quindi gli alunni delle scuole primarie e le loro famiglie.
Ennesima protesta dicevamo, ma, se volete, differente dalle altre. Qui, infatti, non parliamo di un particolare bando di gara che metterebbe a rischio il posto di lavoro di un gruppo di operai o impiegati, la faccenda è differente. L’Amministrazione, legittimamente, ha deciso di non rinnovare un servizio aggiuntivo che coinvolge, ricordiamolo, sia le scuole primarie che l’assistenza agli anziani. Il perché lo ha spiegato chiaramente il sindaco, lunedì scorso, in conferenza stampa. I fondi Pac (Patto di Azione e coesione) ad oggi non stati rifinanziati. Ecco la scelta meramente politica, strategica, dell’Amministrazione.
Certo, qualcuno potrebbe obiettare dicendo: “Se l’Amministrazione avesse voluto, PAC o no, avrebbe potuto stanziare le somme necessarie in favore di famiglie, insegnanti e anziani”. Vero, ma come dicevamo poc’anzi, questa è una scelta politica, sicuramente legittima, condivisibile o no. Fare politica significa scegliere.
Ciò di cui vogliamo parlarvi oggi non è tanto dell’opportunità di questa scelta. I pro e i contro di una tale decisione sono chiari, le conseguenze negative e positive dell’aver interrotto questo servizio sono evidenti. Da un lato il Comune risparmia un po’ di soldi, non dovendo supplire con le proprie risorse a questa mancata erogazione, dall’altro lato riduce i servizi alla città. Ciò che ci interessa, invece, è raccontarvi come si è chiusa la seduta: tra grida, minacce, coretti contro il sindaco e l’assessore che decide bellamente di abbandonare l’Aula.
L’intera seduta si è svolta seguendo un unico canovaccio, “recitato” da tutti gli esponenti delle opposizioni che hanno raccontato e denunciato gli effetti di questa soppressione. Una seduta interrotta dagli applausi a scena aperta – mi pare si dica così – di questi docenti e delle mamme, presenti in Aula, durante gli interventi del consigliere Massari e del consigliere Lo Destro.
Finiti i vari interventi è toccato all’assessore Leggio relazionare e spiegare le motivazioni della sua scelta. Una risposta, quella dell’assessore, interrotta più volte e ad arte dal consigliere Lo Destro, che, maestro nella sua opera di disturbo, dopo poco ha fatto saltare i nervi all’assessore, che, dicendosi offeso, ha raccolto le sue carte e ha lasciato l’Aula indispettito, per rientrare poco dopo e incontrare un pubblico sempre più furioso. Oramai, però, il danno era stato fatto. Quel “Mi sento offeso”, anche se non era indirizzato alle docenti, aveva acceso gli animi, animi esasperati ancora di più dalla colpevole assenza del sindaco, che ha ritenuto di non venire in Aula, nonostante i lavoratori avevano chiesto più volte un suo intervento. Anzi, quando la situazione si è fatta “critica”, la maggioranza, fatta eccezione per il consigliere La Terra, ha abbandonato l’Aula, così come tutti gli assessori. Del sindaco neanche l’ombra.
Che dire? La scelta di non rinnovare questo servizio può essere condivisibile o meno, è un discorso di priorità, ognuno ha le sue. Non è giustificabile, invece, l’atteggiamento della maggioranza, assessore e sindaco in testa. Vero è che l’Amministrazione ha spiegato i motivi di una tale decisione (in conferenza stampa e in un incontro privato con i diretti interessati, ndr.) ma forse, visto il ruolo che un amministratore ricopre – è questa la nostra idea – non solo dovrebbe riuscire a pesare le parole in una situazione di tensione, ma sarebbe oltremodo auspicabile che chi ci governa abbia la pazienza, l’accortezza, la sensibilità, la bontà di spiegare e rispiegare le proprie ragione. Ciò che invece dobbiamo constatre è che, troppe volte, questa amministrazione non si sente in dovere di spendere un minuto in più al fianco dei suoi cittadini, specie quando questi hanno delle rivendicazioni da fare, specie quando sono preoccupati per il loro futuro.

di Rosario Distefano08 Apr 2017 13:04