Variazioni di Bilancio. Ognuno con la propria idea, ma la verità è lungi dal venire

Non accennano a placarsi le polemiche sulle variazioni di Bilancio, presentate dalla Giunta Piccitto e poi approvate il 30 dicembre scorso.
Tutte le forze politiche in gioco, su questa vicenda, però, hanno una propria visione. C’è, ad esempio, chi grida allo scandalo, all’abuso di potere e al sicuro danno erariale, che, nella peggiore delle ipotesi, ammonterebbe a 20 milioni di euro. Di contro, c’è chi, nonostante sia convinto dell’irregolarità dell’atto amministrativo, non è altrettanto certo dell’esito e dell’utilità della battaglia legale, forse perché l’illecito non è poi così evidente. Infine c’è chi, come Mario D’Asta e Mario Chiavola, esponenti del Pd, si sono limitati a contrastare l’atto solo in Aula. Come ci spiega il capogruppo D’Asta: “Noi eravamo pure pronti a partecipare ad un eventuale ricorso al Tar, ma a condizione che le opposizioni avessero appoggiato la nostra mozione di sfiducia nei confronti del sindaco. Questo ci avrebbe dimostrato una certa unità di intenti nelle minoranze, compatezza che invece non esiste”.
Ben altra storia accomuna i consiglieri Maunela Nicita, Sonia Migliore, Carmelo Ialacqua, Giovanni Iacono e Giorgio Massari che, in una recente conferenza stampa, hanno dato notizia di aver fatto ricorso al Tar contro queste variazioni di Bilancio. “E’ una questione di coerenza, lo abbiamo detto e lo abbiamo fatto”, ha dichiarato la Migliore. “Qui è in gioco la democrazia messa a rischio da una manovra eversiva”, dichiara Ialacqua, mentre Massari parla della tenuta democratica del Comune e della democrazia che è un valore che va difeso giorno dopo giorno. La Nicita, più sobriamente, invece, parla della legittimità dell’atto, visto che nasce da una delibera bocciata e, a suo dire, resa nulla il 16 dicembre. Giovanni Iacono, invece, ha motivato il ricorso parlando anche dell’esautorazione delle funzioni del Consiglio comunale.
Un atto dovuto a sentir loro, mentre sono di tutt’altro avviso gli esponenti del Gruppo Insieme, che si sono limitati a presentare un esposto alla Ragioneria centrale dello Stato, firmato anche dai sopracitati consiglieri (Nicita, Migliore, Ialacqua, Massari, Iacono, ndr.) e dal consigliere Gianluca Morando. “Non abbiamo condiviso la strategia sulla sospensiva dei nostri colleghi, per questo motivo non abbiamo presentato il ricorso – ha dichiarato Maurizio Tumino – ci siamo fidati dei nostri legali, i quali ci hanno assicurato che non si prospettano gravi e irreparabili danni all’erario, ecco perché ci siamo limitati all’esposto certi che la giustizia ci darà ragione”.
Chi avrà ragione lo sapremo solo fra qualche tempo, forse un paio d’anni, due anni durante i quali tutto sarà cambiato e magari i protagonisti di oggi non lo saranno più perché impegnati in tutt’altro.

di Rosario Distefano06 Feb 2017 12:02