Tumino: "Che clamoroso autogol questo del ritiro della sospensiva"

Il fatto che i cinque esponenti del Patto di Consultazione (Nicita, Migliore, Ialacqua, Massari, Iacono, ndr.) abbiano ritirato l’istanza cautelare di sospensiva al TAR di Catania, in merito alle ormai celeberrime variazioni di bilancio, non poteva non suscitare la reazione, a tratti divertita, dei loro colleghi d’Aula. Questa notizia, e non poteva essere altrimeti, ieri, in Consiglio comunale, ha catalizzato la maggior parte degli interventi.
Abbiamo chiesto a tal proposito un parere al consigliere comunale del Gruppo Insieme, Maurizio Tumino, il quale ci ha rilasciato un’intervista.
“Lo sapevamo, lo avevamo detto, ma non ci hanno creduto. Si sono voluti incaponire su una strategia sbagliata e oggi ne raccolgono i risultati. D’altra parte, noi, ancora una volta, ci vediamo costretti a far notare e fargli notare che avevamo ragione”. Così Maurizio Tumino, che prosegue: “Di certo non siamo dei profeti, sia ben chiaro, come non siamo convinti di possedere la verità, per questo è nostra buona abitudine affidarci a professionisti, quando trattiamo materie che non padroneggiamo pienamente. Questa si chiama umiltà, che non è per forza un vizio. Quando consultammo il nostro legale, il professore Armao, questi ci sconsigliò vivamente di presentare la sospensiva e per un solo motivo: non sarebbe stata mai accolta e noi giustamente ci fidammo del suo parere”.
Perché consigliere?
“Perché non sussistevano i presupposti affinché il Tar potesse accogliere una sospensiva. In altri termini non vi erano ragioni gravi e urgenti affinché il tribunale amministrativo potesse esitare immediatamente il giudizio. Sulle questioni di merito invece siamo convinti di essere nella ragione: in tal senso abbiamo presentato un esposto alla ragioneria centrale dello Stato e alla procura della Corte dei Conti”.
In che senso consigliere?
“Mi chiedo solamente chi fa vera opposizione in Consiglio. Personalmente non ho mai creduto ad un certo modo di far politica, specie se questo genera dei sonori autogol, che immancabilmente danno lustro a questa Amministrazione, che io sin dal primo giorno contrasto fermamente. Non amo, perché non serve, la politica gridata o la politica troppo incline al sensazionalismo. L’opposizione per me è solo una ed è costruttiva. Si fa politica per la città, per l’interesse generale e non per perseguire fini particolaristici. Ecco perché rivendico fieramente il nostro operato in occasione della discussione sulla rimodulazione dell’avanzo vincolato in favore della Legge su Ibla. Quella non fu una stampella che gettammo a Piccitto, come qualcuno ha voluto far intendere, quello, invece, fu solo un atto in favore della città”.
L’aver ritirato la sospensiva, perciò, è un’ammissione di colpa?
“Sinceramente non capiamo e non capisco le ragioni di questo ritiro. Giustificarlo, poi, appellandosi a un presunto senso di responsabilità, non solo mi appare piuttosto illogico, ma mi fa pure sorridere. Sin dall’inizio eravamo tutti consapevoli dell’inutilità di presentare una sospensiva eppure loro decisero di andare avanti lo stesso. Sicuramente, però, non sono queste le vere ragioni di questo ritiro. Magari qualcuno del Tribunale li avrà convinti del fatto che quella sospensiva non sarebbe mai stata accolta. Lo ripeto: ammettere la propria ignoranza non è un male. Noi umilmente ci siamo affidati e fidati di una autorità in materia, il professore Armao”.

di Rosario Distefano24 Feb 2017 20:02