Ars. Un disegno di legge per creare un Centro di ricerca per la valorizzazione agro-alimentare

I deputati Sammartino, Dipasquale, Anselmo, Nicotra, Ruggirello e Sudano hanno presentato un disegno di legge per procedere alla costituzione dell’Istituto Regionale per la Ricerca e la Valorizzazione Agricola ed Alimentare. La ricerca in campo agro-alimentare costituisce una leva strategica per lo sviluppo e la competitività di un comparto vitale per l’economia e l’occupazione. Attualmente le attività di ricerca applicata, sperimentazione e valorizzazione in campo agricolo ed agro-alimentare sono affidate ad una pluralità di soggetti pubblici o sottoposti alla vigilanza della Regione. In Sicilia ci sono ben otto consorzi di ricerca costituiti ai sensi della L.R. 88/1982, chiamati a presidiare singole filiere agro-alimentari, ma ci sono anche organismi che si occupano di attività di ricerca a diretta titolarità pubblica operate dall’Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia (tra questi l’Istituto per l’Incremento Ippico di Catania, l’Istituto Regionale della Vite e del Vino, i vivai regionali “F.Paulsen”, la Stazione Sperimentale Consorziale di Granicoltura della Sicilia, le attività promosse dall’Esa). “Una frammentazione che comporta inefficienze e sovrapposizioni da una parte, e impossibilità a razionalizzare la spesa dall’altra – afferma il deputato regionale Nello Dipasquale, secondo firmatario del disegno di legge – Ecco perché insieme ai colleghi abbiamo ritenuto opportuno presentare un disegno di legge che potesse portare ad una programmazione unitaria tesa a garantire la migliore finalizzazione delle limitate risorse e l’integrazione fra filiere e settori in vista delle reali necessità dell’agricoltura siciliana”. Da qui la proposta di un riordino del comparto attraverso l’istituzione di un soggetto unico e pubblico che curi e promuova le attività di ricerca. Nel disegno di legge vi sono però due esclusioni a seguito della specificità degli ambiti d’intervento. L’articolo 8 esclude dalla fusione i consorzi che svolgano attività di ricerca nelle filiere lattiero-casearie e delle carni, come il Corfilac e il Corficarni, prevedendo comunque forme di coordinamento e cooperazione nella programmazione e nello svolgimento delle attività di ricerca.

di Redazione18 Dic 2014 18:12
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