Fiat lux. Le prime assonanze tra maggioranza e opposizione

Quella che un tempo fu raccontata come una maggioranza granitica, compatta, dove uno vale uno e dove tutti valgono uno, non esiste più. Ieri in Consiglio comunale abbiamo assistito alla prima spaccatura in seno al Gruppo consiliare del Movimento cinque stelle.

Pare ci sia stato pure il diktat del sindaco, asserisce Maurizio Tumino, per scongiurare l’inevitabile quanto inaspettata crepa sull’ordine del giorno, presentato da Sonia Migliore, riguardante il rifugio sanitario Ibleo. Certo la maggioranza lo boccia, ha ancora i numeri, ma sono ben 5 gli astenuti ed addirittura c’è stato pure un voto favorevole. Gli astenuti: Mirella Castro, Luca Schininà e Manuela Nicita, per i Cinque stelle, Carmelo Ialacqua, per il Movimento città, e Giovanni Iacono, di Partecipiamo. Dario Gulino (M5S) invece vota a favore.

Mentre l’accorta consigliera Nicita non si sente di esprimere un voto, né in favore né a sfavore, perché, come dice, non è stata messa nelle condizioni di poter visionare tutti gli atti riguardanti il canile municipale, infatti nonostante la richiesta di accesso agli atti l’abbia formulata, sembra di sentir parlare uno dell’opposizione, circa 30 giorni fa ed ancora gli uffici competenti non le hanno fornito l’intera documentazione, nonostante il limite dei 5 giorni, la consigliera ha più di un dubbio. Innanzitutto non capisce come mai nel protocollo d’intesa non sia stato contemplato la predisposizione di un pronto soccorso 24 ore su 24, mancanza che obbliga durante le ore notturne a rivolgersi a veterinari privati, con tutto ciò che ne concerne. Inoltre non si riesce a collegare queste operazioni alle fatture, per nulla dettagliate. Poi ricorda l’ombra gettata sull’intera faccenda dalla Guardia di finanza, per tutti questi motivi la Nicita si astiene. Il plauso poteva esser pieno, se alla fine non fosse caduta nella solita solfa del “non ci tacciate di clientelismo, questa associazioni ha collaborato anche con le amministrazioni passate”. Volendo esser puntigliosi si potrebbe farle notare che se gli altri furono lestofanti, ciò non può essere una legittimazione.

Se la Nicita si astiene, è il consigliere Gulino a scompaginare le carte con il suo sì. Parla a nome personale, ma le carte le ha studiate, si è informato e la materia la conosce bene, i conti non gli tornano “in tutta la vicenda qualcosa non va, anch’io voglio vederci chiaro”, dichiara Gulino, che precisa di esigere il rispetto della legge. L’accusa è forte.

Il dato politico è chiaro, anche tra i banchi della maggioranza ci si accorge che qualcosina non funziona e che le argomentazioni delle opposizioni non sono obbligatoriamente speciose e tendenziose. A pensar male, si potrebbe pure indicare l’ex assessore Conti, chiamato in causa più di una volta, come il perfetto capro espiatorio, come l’ideale cavallo di troia dentro il quale nascondersi per scoccare il fendete contro certi atti dell’Amministrazione, che viene messa al riparo, in tal modo, ma solo apparentemente, da fastidiose valutazioni, come d’altra parte questi stessi consiglieri si tutelano dall’epiteto di traditori. Il re è nudo.

di Rosario Distefano04 Giu 2014 11:06