Cosa si nasconde dietro la nuova pianta organica delle SRR?

Non convince Legambiente Il Carrubo la proposta di nuova pianta organica della SSR (Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti), che sostituisce l’ATO nella gestione dei rifiuti.

Dopo il disastro avvenuto nel sistema di gestione dei rifiuti a causa delle scelte scellerate dell’ex ATO effettuate con il beneplacito dei sindaci che nel tempo si sono succeduti in provincia, i nuovi amministratori della SRR, alcuni dei quali responsabili dei guasti passati, per lavarsi la coscienza e travestendosi da riformatori si avviano, a loro dire, a una campagna di moralizzazione e riduzione degli sprechi.

In contrasto con qualsiasi principio di buon funzionamento della struttura della SRR ed evidentemente non avendo ben chiaro di cosa hanno realmente bisogno gli uffici, si avviano ad approvare una pianta organica non solo inadeguata nei numeri e nei profili al compito che si chiede alla SRR, ma che creerà enormi contenziosi con i dipendenti che si chiuderanno con i comuni soccombenti e obbligati a pagare ingenti somme di denaro. Gli attuali dipendenti dell’ATO, 21, dovranno comunque essere pagati dai comuni anche se la pianta organica ne dovesse prevedere un numero inferiore, in quanto hanno acquisito il diritto ad essere assunti a tempo indeterminato in base alla legge regionale 9/2010, ad una sentenza del giudice del lavoro e ad un atto transattivo, quest’ultimo condiviso e approvato da tanti sindaci e anche da alcuni attuali amministratori della SRR che adesso si atteggiano a moralizzatori!

In più si avranno costi aggiuntivi per l’assunzione di nuove figure professionali (ingegneri) le cui competenze sono già possedute da attuali dipendenti dell’ATO! Altro che riduzione dei costi! Non si capisce il motivo di tutta questa manovra se non quella di togliere di mezzo qualche dipendente scomodo.

di Redazione09 Giu 2014 11:06