Altri due arresti per una rapina in una gioielleria avvenuta l’anno scorso

collage17gennSi chiude il cerchio delle indagini sulla rapina alla gioielleria di Santa Croce Camerina avvenuta lo scorso 9 febbraio: altri due arresti a Vittoria. Alle prime luci dell’alba, a Vittoria, gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza unitamente a militari della Compagnia Carabinieri di Ragusa, all’esito di laboriose indagini coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa dr. Marco Rota, hanno dato esecuzione ad una nuova ordinanza di applicazione di misura cautelare nei confronti di Puzzo Antonino, niscemese di 22 anni, residente a Vittoria, pregiudicato, fruttivendolo e di Nuncibello Marco, vittoriese di 25 anni, incensurato. La prima trance investigativa aveva portato il 20 luglio scorso all’esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare nei confronti di Et Taoufiq Soufiane, marocchino di 24 anni, celibe, nullafacente, pregiudicato; Di Martino Emanuele, vittoriese di 39 anni, coniugato, bracciante agricolo, pregiudicato; Busacca Fabiola, vittoriese di 26 anni, nubile, nullafacente, incensurata; Giacchi Salvatore, vittoriese di 28 anni, coniugato, operaio, ritenuti responsabili dei reati di rapina aggravata in concorso e porto abusivo di arma da fuoco. Puzzo e Nuncibello, in concorso con i quattro soggetti colpiti dalla prima ordinanza, sono stati individuati quali responsabili della rapina avvenuta a S. Croce Camerina lo scorso 09 febbraio ai danni di una gioielleria di proprietà di una santacrociana di 35 anni. In quell’occasione tre individui travisati da passamontagna armati di taglierini ed una pistola erano penetrati nella gioielleria e, sotto la minaccia delle armi, si erano fatti consegnare monili in oro per la somma complessiva di circa ventimila euro, per poi dileguarsi a bordo di un fiat fiorino di proprietà di un vittoriese di 47 anni, asportato nel corso della mattinata e successivamente rinvenuto in c.da grotte. In particolare, al termine della prima fase delle indagini condotte dal personale della Polizia di Stato e dai Carabinieri, consistite principalmente nell’acquisizione delle riprese delle videocamere a circuito chiuso di alcuni esercizi commerciali nonché nell’analisi dei tabulati telefonici degli arrestati, era emerso che gli esecutori materiali della rapina, quelli cioè che erano entrati in gioielleria, minacciando e aggredendo la titolare e una dipendente, facendosi consegnare i gioielli, erano stati il marocchino, il Giacchi, ed una terza persona non identificata, mentre il Di Martino e la Busacca erano posizionati all’esterno a fare da “palo”. Successivamente all’esecuzione della misura cautelare, tutti e quattro gli indagati, hanno ammesso la loro responsabilità per la rapina e descritto le modalità con cui si era svolto l’evento delittuoso, confermando le risultanze delle indagini. Il lavoro di Carabinieri e Polizia, continuato nei mesi successivi all’arresto dei primi quattro soggetti, avvalendosi delle risultanze delle intercettazioni telefoniche e delle dichiarazioni fatte da diversi soggetti ha consentito di “scovare” quei gravi indizi di colpevolezza necessari all’emissione della misura cautelare anche nei confronti degli altri due complici, Puzzo e Nuncibello. E’ emerso che Puzzo Antonio la mattina del 9 febbraio 2012 si occupava della guida del furgone Fiat Fiorino che posizionava davanti alla gioielleria e manteneva il contatto telefonico con il “palo” Di Martino, dal quale riceveva il via libera per l’azione una volta avuta contezza dell’arrivo della proprietaria e poi, conclusa la rapina e risaliti sul furgoncino gli esecutori materiali, si allontanava insieme agli stessi. Nuncibello Marco, invece, accedeva alla gioielleria col volto travisato e con in mano un sacco di juta, impossessandosi di monili prelevati dalle vetrine, insieme ad Et Taoufiq e Giacchi. I quattro, dopo le formalità di rito, sono stati associati presso la casa circondariale di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

di Redazione17 Gen 2013 10:01