Santa Croce Camerina. Dallo sciopero al sequestro

scioperoInizia male e finisce con il sequestro dell’area e dei mezzi, lo sciopero indetto dagli operai della ditta Ecoseib che gestisce il servizio di raccolta a Santa Croce Camerina. Gli operai che dal mese di giugno non percepiscono gli emolumenti scioperano per chiedere il saldo delle spettanze alla ditta da parte del comune in quanto la stessa non è in grado di anticipare le somme. Uno scarica barile tra le parti; la regione non trasferisce i fondi al comune che non paga la Busso (la Ecoseib ha percepito le somme fino a giugno e il 50% della somme di luglio) che non paga noi e noi, anello debole di una catena stiamo perdendo casa e famiglia, dichiarano gli operai. Nel frattempo l’amministrazione, autorizzata dal prefetto, cerca di gestire attraverso le disposizioni dell’ingegnere Franco Poidomani l’emergenza, rifiuti con l’aiuto degli operai e dei mezzi comunali. Non sono i nostri operai anche se abbiamo scelto di impegnare ventimila euro per darli alla ditta, che evidentemente non ha tra le sue priorità il pagamento degli stipendio, dichiara il sindaco Iurato. Hanno peggiorato la situazione, con questo sciopero, adesso molto probabilmente i soldi che il 20 di questo mese (20mila euro)erano pronti per il mandato di pagamento, molto probabilmente, non saranno dati. Questo sciopero ha danneggiato la città, dichiara il presidente del consiglio Mariula Zisa. Siamo vicini alle istanze degli operai, dichiara Rosario Pluchino, assessore al ramo ma gli interlocutori non siamo noi. Stiamo cercando di fare il possibile. La situazione è degenerata con la denuncia da parte dell’amministratore della Ecoseib, Peppe Busso, alla procura della Repubblica per inquinamento ambientale. Sono intervenuti gli ispettori dell’ASP di Ragusa, che verbalizzeranno sulla situazione oltre a carabinieri della locale stazione che hanno posto sotto sequestro l’area di stoccaggio di proprietà del comune e i mezzi, due autocarri, utilizzati per la raccolta.

Mi chiedo come sia stato possibile che si sia autorizzata una scelta così dannosa, oltre che per l’ambiente, ( la legge impone che l’area dove si scaricano rifiuti deve avere venti metri di argilla sotto e un telone di plastica a protezione del terreno) soprattutto per gli operai che non sono stati sottoposti ad adeguata profilassi e con mezzi che non sono a tenuta stagna, dichiara Enzo Brancato, consigliere di opposizione. Una questione che vedrà altri sviluppi e altre dichiarazioni, in quanto tra le parti i sarà una riunione per cercare tra le altre cose di programmare un piano di rientro e pagare alla ditta Busso gli oltre cinquecento mila euro che il comune deve.

di Redazione23 Nov 2012 14:11