Ryanair a Comiso. Quale è la verità?
Le nuove dichiarazioni di Ryanair sul possibile ritorno all’aeroporto di Comiso aggiungono un elemento concreto al dibattito sul futuro dello scalo ibleo. Per la CGIL di Ragusa, se esistono realmente le condizioni per riportare la compagnia irlandese al “Pio La Torre”, il confronto con Sac deve essere riaperto immediatamente. “Da settimane sosteniamo che la Sicilia, invece di immaginare, così come ama fare il Ministro Salvini, nuovi aeroporti, dovrebbe rendere finalmente strategico quello che a Comiso esiste già”, dichiara il segretario generale Giuseppe Roccuzzo. “Occorre rafforzare, secondo il segreterio della CGIL di Ragusa, l’infrastruttura esistente, intervenendo sulla capacità operativa dello scalo e sugli adeguamenti necessari, invece di ipotizzare nuove opere che richiederebbero tempi e risorse ben maggiori. “Comiso non può essere considerato soltanto uno scalo da utilizzare nelle emergenze. Comiso Deve diventare una componente stabile del sistema aeroportuale siciliano, con investimenti adeguati e una funzione precisa nello sviluppo economico, turistico e produttivo del Sud-Est”.”Oggi apprendiamo che Ryanair si dichiara disponibile a tornare. Non spetta a noi stabilire le responsabilità di quanto accaduto in passato tra compagnia e Sac, ma una cosa è evidente: se ci sono margini per un accordo, vanno verificati subito. Comiso non può permettersi di perdere altre opportunità”. L’amministratore delegato di Ryanair, Eddie Wilson, intervistato da Repubblica Palermo, ha infatti sostenuto che nel 2023 fosse stato raggiunto un accordo con Sac e che la compagnia sarebbe ancora disponibile a tornare. Sac, negli anni scorsi, ha fornito una ricostruzione opposta, sostenendo che fosse stata Ryanair a modificare le condizioni dell’intesa e richiedere ulteriori risorse. Resta dunque una controversia tra le parti, ma la disponibilità manifestata oggi dal vettore rappresenta per la CGIL un fatto da approfondire. Se ci sono le condizioni per aggiungere Ryanair ai vettori che hanno già scelto di volare e investire sul Pio La Torre, bisogna farlo subito”, aggiunge Francesco Pisana, segretario confederale della CGIL di Ragusa. “Non si tratta di sostituire un vettore con un altro, ma di ampliare l’offerta, aumentare le destinazioni e costruire finalmente una prospettiva stabile per lo scalo”. I numeri spiegano la rilevanza della questione: nel 2022, ultimo anno pieno con Ryanair, Comiso aveva registrato 364.735 passeggeri; nel 2025 il traffico è sceso a 134.495. Nel frattempo Aeroitalia ha garantito una nuova continuità con i collegamenti per Roma Fiumicino e Milano Linate. Per la CGIL, però, la questione Ryanair è soltanto una parte di una strategia più ampia. “Occorre potenziare Comiso aumentando le piazzole dagli attuali 6 ad almeno 12, rafforzare gate e controlli di sicurezza, ampliare le aree arrivi e partenze e creare una vera area per i voli extra-Schengen”, ribadisce Pisana. Resta poi il nodo dei collegamenti. “Un aeroporto diventa strategico se è facilmente raggiungibile. Per questo il futuro di Comiso deve camminare insieme alla Ragusa-Catania e al completamento della Siracusa-Gela”. Roccuzzo e Pisana chiedono quindi che Regione, Sac e istituzioni territoriali verifichino immediatamente la disponibilità manifestata da Ryanair, senza trasformare ancora una volta il futuro di Comiso in una disputa destinata a trascinarsi per anni. Servono investimenti, nuove rotte e più compagnie. Se una porta oggi è davvero aperta, bisogna capire subito se e come attraversarla”.

