Sit In davanti all’aeroporto di Comiso
Un piano regionale di emergenza aeroportuale, un fondo dedicato, più personale per l’organizzazione e la sicurezza, un riconoscimento economico concreto, il diritto alla mobilità dei cittadini siciliani e lo sviluppo del turismo.
Questi i punti alla base del sit in e dell’assemblea che Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti di
Ragusa hanno tenuto davanti all’aeroporto di Comiso. Una iniziativa voluta dalle sigle sindacali
regionali che, stamattina, hanno indetto i sit in davanti ai quattro scali aeroportuali siciliani.
Dopo l’emergenza che negli ultimi mesi ha colpito l’aeroporto di Catania a causa
dell’eruzione dell’Etna, le organizzazioni sindacali avevano avanzato una proposta concreta:
l’istituzione di un fondo preventivo e strutturale per le emergenze aeroportuali, con risorse
rapidamente attivabili in caso di chiusura o forte limitazione dell’operatività di uno degli scali
siciliani per eventi eccezionali, insieme alla definizione di un piano di emergenza strutturato che
colleghi in maniera rapida i quattro aeroporti e che sia a sostegno dei lavoratori in caso di
emergenza. Strumenti indispensabili per tutelare un settore strategico per l’Isola e chi, ogni
giorno, lo tiene in piedi.
“Tutto questo è rimasto inascoltato – hanno dichiarato stamattina i segretari di Filt, Fit e Uil
Trasporti, Filippo Scollo, Antonino Giannone e Antonio Oranges – A pagare il prezzo più alto,
insieme agli utenti, sono state le lavoratrici e i lavoratori, lasciati senza sostegno e con ritmi
lavorativi massacranti che, se prolungati, potrebbero mettere a rischio le stesse condizioni di
sicurezza dello scalo”.
Decine le lavoratrici e i lavoratori che questa mattina si sono ritrovati a Comiso. Lo scalo
ragusano è stato tra quelli maggiormente compulsati a causa della chiusura di Fontanarossa.
“Per questo ribadiamo che, visto il ripetersi periodico di questi eventi, – concludono Scollo,
Giannone e Oranges – non si può più pensare di gestire tutto come un’emergenza momentanea.
Chiediamo programmazione e attenzione nei confronti dei lavoratori che devono gestire il tutto per
garantire la loro sicurezza e, soprattutto, quella degli stessi viaggiatori.
Questa parte di Sicilia non può più permettersi di pagare rinvii o mancanza di piani
d’emergenza adeguati”.

