Il problema non è la qualità

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Come al solito il problema non è nella qualità, che quelli della nostra provincia hanno sempre garantito al 100%,  ma la distribuzione dei prodotti. Abbiamo detto qualche giorno fa del  formaggio Ragusano Dop venduto sui banchi della Conad,  al centro Italia, a 30 euro al kg, un prezzo troppo alto se poi si vuole vendere veramente. Come si arriva a queste cifre? La Conad a quanti euro  ha acquistato dai produttori o dai centri di stagionatura? E’ una politica condivisa? Cioè sta bene a tutti che si vada nei supermercati a quel prezzo?   E se questo prezzo è giusto si vuole  migliorare tanto da arrivare a 50 euro al KG?  Questo è stato sempre il nostro punto critico. Non si è riusciti a superare, nonostante gli impegni anche economici, lo scoglio della grande distribuzione e i produttori pur di vendere accettano tutto. E dire che le forme di aggregazione per affrontare insieme le imposizioni del mercato ci sono ma ci si limita, forse, ad ottenere il finanziamento senza un vero progetto di marketing. La notizia di oggi è che da 13 aziende agricole zootecniche d’eccellenza, una società di formazione e 3 aziende di trasformazione di prodotti caseari, con capofila la cooperativa Progetto Natura, è nata a Ragusa l’associazione temporanea di scopo “FILIERA QS ATS”, un’iniziativa innovativa che mira a valorizzare la zootecnica siciliana e a garantire ai consumatori prodotti lattiero-caseari di alta qualità.  Insomma con queste terminologie tipiche dei fondi europei, dietro un marchio in questo caso QS, i prodotti lattiero-caseari immessi sul mercato saranno analizzati, controllati e certificati, realizzati esclusivamente con latte siciliano, valorizzando l’intera filiera produttiva. Va bene questo controllo ma poi a chi si vende? Quanto si riesce a produrre per entrare nei mercati prepotentemente? Sappiamo che spesso tali investimenti, in questo caso la bellezza di € 5.652.166,40 da sviluppare in circa 7 anni serviranno soprattutto a pagare i costi  della formazione e poi della certificazione etc etc  ma resterà il dilemma della mancanza di marketing mirato e produttivo. Perchè non si riesce a fare un progetto che possa far conoscere alcune nostre produzioni altre il il fiume Ippari da una parte e l’ Etna dall’altra? E’ la vecchia storia dei fondi per l’agricoltura in Sicilia che si fa di tutto per spenderli ma nessuno va poi a fare i controlli sui risultati. Naturalmente qui abbiamo a che fare con il top del top sia per quanto riguarda la formazione che per le aziende produttrici ma a noi farebbe piacere, domani, poter dare i numeri che riguardano al crescita del fatturato e la soddisfazione dei clienti. Nella carte utilizzate per il finanziamento c’è scritto che l’obiettivo principale del progetto è quello di migliorare il reddito dell’impresa agricola con la riduzione dei costi di produzione e l’aumento del valore aggiunto del prodotto. Inoltre, si punta a diversificare la produzione, migliorare la competitività del prodotto finito e raggiungere nuove quote di mercato attraverso un marchio di filiera.
Importantissima sarà l’attuazione all’intera filiera di processi di innovazione del prodotto adottando sistemi di qualità volontaria certificata connessa al territorio regionale.  Secondo noi la FILIERA QS ATS rappresenta un’opportunità importante per la valorizzazione della zootecnia siciliana e per la tutela dei consumatori che potranno godere di prodotti lattiero-caseari di alta qualità e certificati ma bisogna che tutto questo accada davvero.

di Direttore04 Mar 2023 19:03
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