Tempi duri per …Comiso airport

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Generalmente non sono molto tenero quando si tratta di parlare dell’aeroporto di Comiso poiché sono convinto che, dal primo momento, si sono fatti tanti e troppi errori che hanno portato lo scalo ad essere una cenerentola nel panorama siciliano  senza neanche avere voce in capitolo. Dico questo anche perchè dopo le vicissitudini che conoscete, l’ignavia della Regione che ha figli e figliastri, forse anche il covid ci troviamo di fronte ad una struttura che perde molto denaro ogni anno  e rischia di chiudere completamente i battenti. Questa mattina a Ragusa, in un incontro dell’osservatorio per la tassa di soggiorno, trasformatosi in tavolo turistico ( organismo che in questa veste contesto per come è costituito) erano presenti sia Nico Torrisi, Amministratore Unico della Sac, che Saro Dibennardo, dirigente dell’aeroporto ibleo, chiamati a illustrare  il futuro di Comiso. Questa volta Torrisi non ha nascosto la verità, visto che l’operazione fusione si è ormai conclusa e non c’è da convincere nessuno della bontà di qualche proposta, e ha detto, senza girarci intorno, che per la natura della scalo, le sue capacità tecniche ed organizzative, non si può pensare ad una crescita importante. E’  la questione economica, soprattutto, a imporre delle riflessioni. Comiso non è appetibile e l’unica compagnia che intende usarlo, la Ryanair, per incrementare i voli, vuole essere incentivata. Ma da chi? Torrisi ha fatto più volte riferimento al sindaco di Ragusa e ai fondi della tassa di soggiorno. Senza un investimento congruo, non meno di 200 mila euro ma meglio di più, non si può pensare a far crescere i passeggeri  che comunque non saranno mai al di sopra di una certa soglia( 400 mila)  stabilita dalla capacità organizzativa dello scalo. Insomma bisogna mettere mano  al portafoglio se si vuole che già da marzo prossimo ci sia qualche volo in più. Non serve ricordare, dice Torrisi, che il traffico passeggeri fa poi crescere  l’indotto in un ampio raggio intorno a Comiso e quindi tutti dovrebbero essere interessati a contribuire. A Ragusa  verrebbe più facile visto che ha già delle entrate con la tassa di soggiorno che potrebbe essere aumentata di 0,50 € da destinare senza discussioni alla promozione per nuove rotte. Il sindaco ha mostrato un certa perplessità: sa  benissimo che su questo argomento ci sono pareri contrastanti oggi, a 6 mesi dalle elezioni, una mossa sbagliata potrebbe portare a polemiche sterili e dannose. L’incontro si è concluso non con un appello di Torrisi ma piuttosto una riflessione. Ovunque da Cagliari a Bergamo a Forli gli aeroporti attraggono le compagnie con incentivi. Se questo non lo si vuole fare, per qualunque motivo, il futuro è più che incerto. Ora non voglio girare il coltello nella piaga m avevo detto più volte che la mossa di cedere tutto a Catania non avrebbe pagato. Così è almeno fino ad ora. La Sac sarà impegnata nei prossimi 4/5 anni a far crescere l’intera struttura catanese, dalla pista ai terminal, alla stazione ferroviaria e credo avrà poco tempo per Comiso soprattutto se il territorio non interviene economicamente. Ultimo accenno alla Continuità Territoriale che un paio di anni fa era stata assegnata all’Alitalia poi fallita. Ci sarebbe la possibilità di ripristinare questo incentivo per i residenti su Roma e Milano ma il problema è solo politico. Nessuno a Palermo vuole interessarsi della questione e poi ci si lamenta se un biglietto costa 500 euro. .

di Direttore13 Dic 2022 15:12