In memoria del Centro Servizi Culturale dedicato a Emanuele Schembari

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A sei anni dalla scomparsa dell’amico e collega giornalista Emanuele Schembari, che ha diviso con noi gli anni pionieristici della nascita di Teleiblea, leggiamo una nota di Pasquale Spadola, su Facebook, che lamenta il disinteresse del Comune  nei confronti  dell’organismo culturale che presiede. . Abbiamo chiamato Pasqualone  ma ha preferito non rilasciare interviste ufficiali per non rischiare di esacerbare ulteriormente i rapporti con l’amministrazione visto che il centro è una costola dell’amministrazione comunale responsabile della parte economica e proprietario dei locali,  ma alla fine ha dichiarato che ” il centro non esiste più” Abbiamo rispettato la sua intenzione di non intervenire di persona  ma ora leggiamo la nota di FdI  e abbiamo deciso  di dare spazio alla notizia.  L’avv. Calvanese, Presidente dell’Associazione Culturale Vesta e Vicecoordinatore cittadino di Fratelli d’Italia a Ragusa, chiede lumi sulla questione e lancia anche una interessante proposta. 

“Apprendiamo con amarezza”, dichiara Calvanese, “che l’amministrazione avrebbe abbandonato a se stessa una struttura che ha 30 anni di vita e che raccoglie più di 50 associazioni culturali ragusane, negli anni sempre più depotenziata e ridotta, di fatto, all’impossibilità di potere operare efficacemente; il tutto mentre, dall’altra parte, si sono investiti ingenti fondi nella creazione del Centro Commerciale Culturale, creato peraltro in locali che non sono di proprietà del Comune e per il mantenimento dei quali l’Ente sostiene ulteriori spese. Piuttosto che puntare, quindi, su una realtà già avviata e consolidata nell’ambiente culturale ragusano, il Comune ha preferito investire altrove energie e risorse fino al punto che di recente, a quanto pare, avrebbe negato al Centro Servizi Culturali persino il finanziamento necessario per lo svolgimento delle sue attività, condannandolo così a morte, per usare le parole del suo Presidente.”
“Anche in questo caso,” prosegue, “vien da chiedersi quale sia la strategia generale che il Comune sta perseguendo e il perché di certe scelte che, agli occhi di molti cittadini e addetti ai lavori, appaiono incomprensibili. L’Amministrazione, a nostro modo di vedere, dovrebbe ripensare e rilanciare i poli della cultura partendo dall’esistente ed evitando che un patrimonio di esperienze, di aggregazione, di tradizione e di identità vengano dispersi da un’azione priva di visione unitaria e con interventi a macchia di leopardo. Sotto questo profilo, ad esempio, ci chiediamo perché, a fronte della mancata aggiudicazione della gestione del Centro Commerciale Culturale, non si sia pensato finora di affidare tale servizio direttamente allo stesso CSC, così riunendo in un unico centro decisionale la gestione dei due poli.”
“Il Centro Servizi Culturali” conclude Calvanese, “è un pezzo della storia di Ragusa che non possiamo permetterci di perdere e che necessita, anche da parte di chi amministra la città, della stessa cura e dello stesso amore che coloro che lo hanno pensato e tenuto in piedi per tutti questi anni vi hanno profuso con la loro fatica e il loro impegno; a loro devono andare il giusto riconoscimento e il ringraziamento da parte di tutti i cittadini ragusani, non solo con le belle parole ma con i fatti concreti”.

di Direttore21 Dic 2022 12:12