Un’altra gatta da pelare..

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E’ pubblicata su un quotidiano la notizia che un ricorso al Tar contesta l’iter seguito dai comuni iblei per la costituzione dell’ATI la società, in house, che dovrebbe gestire l’acqua in tutta  provincia e quindi prepararsi a richiedere i fondi del Pnrr. In verità la scelta effettuata dai comuni di raggrupparsi e costituire questo tipo di società era stata già contestata ma il comune di Ragusa, con la sua preparatissima dirigenza e grazie alla consulenza di un noto avvocato ragusano, è andata avanti come un treno, come d’altra parte è solito fare il sindaco Cassì. Contestata anche la nomina ad amministratore unico di Franco Poidomani che pur essendo riconosciuto come  tecnico di altissimo livello non  avrebbe potuto accettare l’incarico, ben retribuito,   essendo pensionato pubblico. Anche questa eccezione non ha scalfito la convinzione dell’apparato burocratico del capoluogo che come abbiamo detto più volte “unni viri e unni sviri” Ora il ricorso non riguarda ne amministratori ne emolumenti ma piuttosto la scelta di costituire una società in house invece che affidare il servizio ai privati. La legge infatti dice che prima di arrivare, appunto, a creare tale tipo di società si deve essere certi che sia più conveniente che affidare il servizio ai privati. Occorrono quindi delle indagini, delle comparazioni, dei preventivi di spesa e soprattutto bisogna esser certi che ci sia qualcuno disposto a impegnarsi nel servizio.  I comuni si sono limitati a pubblicare una manifestazione di interesse e poi non ha fatto null’altro nonostante ci fossero state ben 5 ditte che si sono dichiarate disponibili. Ed è proprio questo il cuore del problema. Nessuno si è curato di interpellare queste ditte richiedendo progetti o preventivi. Tra l’altro la legge suddetta impone di fare lo studio dei costi e solo dopo aver informato la Corte dei Conti, spiegando il perché sarebbe stato più conveniente agire in house ,si poteva procedere con la costituzione, le nomine, le assunzioni. A segnalarlo, e quindi a procedere con il ricorso, è una di quelle 5 ditte che avevano presentato la loro manifestazione di interesse. Insomma se il Tar dovesse dare ragione a questa ditta cadrebbe tutta l’impalcatura creata dall’apparato burocratico che, come abbiamo detto più volte in questa provincia,  gira sempre su uno stesso asse. Le malelingue parlano dei tempi andati quando il potere economico passava attraverso dirigenti pluridecorati  e legali di  indubbia fama. Come dice un famoso filosofo ragusano: Viriemu

di Direttore02 Nov 2022 12:11