Meglio tardi che mai

>

Ci si poteva pensare prima dato che tutti sapevano che ai primi di dicembre sarebbe entrato in vigorel’embargo per il petrolio russo con la conseguenza accertata che una delle più grandi raffinerie d’Italia sarebbe rimasta a secco. Ora tocca a Schifani e devo dire che in questi primi giorni abbiamo visto qualche sprazzo dui buona amministrazione. Il presidente sta affrontando il problema che come abbiamo detto non è solo una questione di chiusura ma soprattutto di posti di lavoro che andrebbero in fumo. “Conosciamo bene le problematiche legate alla vicenda Isab-Lukoil di Priolo e ho già avviato un’interlocuzione con il governo nazionale perché si possa avere un’attenzione particolare che consenta di arrivare in tempi brevi a una soluzione positiva per l’impianto siracusano e per le migliaia di lavoratori tra azienda e indotto che vi operano». Lo dice il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani che, questa mattina, ha incontrato a Palazzo d’Orléans il direttore generale della Lukoil Eugene Maniakhine e il vice presidente Isab-Lukoil Claudio Geraci.  «Sappiamo che il tempo stringe e la Sicilia non può permettersi di perdere né un’azienda così strategica per l’energia né posti di lavoro – aggiunge Schifani – C’è in gioco la vita di mille dipendenti e di quasi 2mila lavoratori dell’indotto, ma considerata la rilevanza dell’impianto e la connessione tra imprese del tessuto produttivo locale non sfugge che a rischio ci sono almeno 10mila posti di lavoro. La mia attenzione sulla vicenda, che riguarda non soltanto una intera provincia ma anche tutta la nostra Regione, è massima e anche quella del governo nazionale», conclude il presidente Schifani.

di Direttore03 Nov 2022 22:11