E noi…… protesteremo a Ragusa!.

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Certo è difficile che, seppur grande, una qualunque manifestazione di protesta possa  avere in questi momenti alcun riscontro. Forse solo da parte di coloro che in qualche modo verranno danneggiati. Non è colpa della CNA ma del contesto generale. In Sicilia  a causa di un’incredibile incapacità nello scrutinio non si parlerà di governo se non prima di metà novembre a patto che ci si riesca a mettere d’accordo considerando le tante anime di questa maggioranza. Lo stesso dicasi a Roma dove se tutto  va bene vedremo un po’ di luce ad inizio di novembre e anche in questo caso a meno di rotture clamorose. Però occorre  fare qualcosa, qualcosa di eclatante. Prima di tutto secondo noi si dovrebbe impedire alle aziende che forniscono energia di interrompere il servizio a quelli che non possono pagare. Ci vuole un decreto legge di quelli che si fanno in periodo bellico. Si paghi una percentuale, stabilità per decreto, e il resto viene messo in coda quando ci saranno momenti migliori. Solo gli stupidi infatti non capiscono che se un’azienda chiude manda a casa i dipendenti e allo stato costa molto di più in ammortizzatori sociali. Allora dico io a che serve una protesta in piazza a Ragusa. La mobilitazione è insista nelle grandi associazione di categoria. Basta coinvolgere i venti segretari regionali della CNA, per esempio, e un bel po’ di quelli delle province chiedono di parlare con Draghi. Lui al momento è  il primo ministro e al leader, in questa fase della guerra, si chiedano interventi estremi. Senza poi parlare della possibilità di “nazionalizzare” qualche azienda di queste. Non è una esagerazione. Gli industriali dicono che sono a rischio un paio di centinaia di migliaia  di grandi imprese con qualche milione di impiegati. Cosa succederà allora. Con milioni di cassa integrati lo stato va a rotoli ed ecco che davvero Putin vince la guerra. Ma siccome noi siamo piccoletti ecco la notizia della CNA che pensa davvero in piccolo, e non se l’abbiano a male!
Una grande manifestazione di protesta. Da tenersi il prima possibile. Per evidenziare
l’impossibilità delle imprese locali di andare avanti a causa del caro energia. E’ il
senso della nota che la Cna territoriale di Ragusa ha trasmesso alla prefettura di
Ragusa affinché possa essere concordata il prima possibile la data di questa
mobilitazione. La decisione è stata presa a seguito della riunione tenutasi, nei giorni
scorsi, nella sede Cna con i presidenti dei mestieri e dei raggruppamenti d’interessi,
assieme ai rispettivi coordinatori, alla presenza dei componenti della presidenza
territoriale e del presidente territoriale Giuseppe Santocono con il segretario
territoriale Carmelo Caccamo. E’ stato ancora una volta di più evidenziato che, a
causa di quello che sta accadendo, le aziende così non riusciranno più ad andare
avanti ed è stato quindi stabilito di manifestare plasticamente lo stato di fatto di una
situazione incredibile anche perché non si registrano provvedimenti di sorta che
avrebbero permesso di evitare questo stato di agitazione. Ecco perché è stato valutato
che occorra passare necessariamente alla manifestazione esterna. Alla stessa, la Cna
ha intenzione di invitare a partecipare i sindaci dei Comuni iblei, i presidenti dei
Consigli comunali e gli stessi consiglieri comunali che intrattengono un rapporto
diretto con i cittadini. Raccogliere la solidarietà di questi rappresentanti istituzionali
sarebbe un fatto molto importante per dare ulteriore slancio a una protesta che deve
decollare il prima possibile alla luce del fatto che le imprese locali rischiano di
chiudere i battenti impoverendo il tessuto produttivo della provincia di Ragusa.

di Direttore03 Ott 2022 09:10