Analisi sui mezzi di trasporto persone e cose.

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Dopo la crisi vissuta nel 2020 a causa dell’emergenza sanitaria ed economica, il 2021 avrebbe dovuto essere l’anno del rilancio per il settore dei trasporti. Ma si può parlare di vera ripresa? Per capire le evoluzioni che hanno trasformato il comparto dei mezzi pesanti dopo il primo anno di pandemia, Continental ha realizzato la seconda edizione dell’Osservatorio sui macro-trend del trasporto pesante. Lo studio fa emergere le tendenze evidenziate dallo sviluppo del parco circolante in Italia e in Sicilia, attraverso l’analisi dei dati sulle immatricolazioni, i tipi di alimentazione, l’anzianità e la categoria euro. Per il trasporto persone (autobus), Ragusa presenta il calo più significativo a livello regionale con il -75% e solo 1 nuovo mezzo. Ma ecco i dati in particolare
Il comparto dei mezzi pesanti per il trasporto merci in Italia ha chiuso il 2021 con 24.168 immatricolazioni, in crescita rispetto al 2020 del 23,2%. La Sicilia segue la scia positiva e segna un aumento del 41,4%, immatricolando 1.513 nuovi  mezzi.
Ragusa registra un progresso più elevato rispetto all’andamento regionale, segnando il 66,7% e 205 nuove targhe.
Il settore nazionale del trasporto persone ( gli autobus) mostra un importante segnale di crescita, con 4.091
mezzi immatricolati nel 2021 a fronte dei 3.404 del 2020 (+20,2%)
Tra le regioni in negativo la Sicilia registra un calo pari al -42,3% e 112 targhe.
Ragusa presenta il calo più significativo a livello regionale con il -75% e solo 1 nuovo mezzo.
Tra l’altro a  Ragusa, quasi il 95% degli autobus è a gasolio. Nel 2021 in Italia il parco circolante di autocarri merci ha raggiunto le 4.290.042 unità. A livello di alimentazione, la situazione nazionale rimane pressoché invariata rispetto al 2020 con una netta predominanza del gasolio. Si nota una crescita, seppur timida, delle alimentazioni alternative.
La Sicilia vede l’elettrico a quota 0,1% e l’ibrido allo 0,2%. La percentuale di autocarri alimentati a gasolio rimane preponderante (93,2% del parco). Ragusa presenta le medesime percentuali di elettrici e gli ibridi scendono allo 0,1%. I mezzi a gasolio primeggiano toccando il 95,1%. Il parco autobus nel nostro Paese registra invece, nel 2021, 100.199 unità. Anche in questo contesto, dal punto di vista dell’alimentazione, il panorama è stabile rispetto al 2020, sebbene con qualche piccolo segnale di miglioramento: la maggioranza dei mezzi in circolazione rimangono a gasolio, mentre le quote di elettrico e ibrido crescono ma non superano l’1%. Per le fonti alternative, in Sicilia l’ibrido si annulla mentre l’elettrico arriva allo 0,8%. Il gasolio supera di poco il 95% e il metano tocca il 3,4%. Ragusa presenta un parco circolante composto quasi esclusivamente da mezzi a gasolio (94,9%). Le fonti alternative toccano quota 0%, il metano tocca il 4,7% e la benzina un irrisorio 0,4%.

Categoria Euro: a Ragusa quasi un autobus su due appartiene alle classi più inquinanti
Le categorie euro più presenti a livello nazionale nel comparto del trasporto merci sono Euro 5 ed
Euro 6 che, insieme, crescono e nel 2021 raggiungono il 35% del totale. Una percentuale elevata
che supera la quota delle categorie più vecchie, dalla 0 alla 2. Ciò nonostante, è da notare quanto
sia ancora diffusa la classe Euro 0 che, da sola, arriva al 15%.
La situazione in Sicilia è più delicata in quanto il parco è composto per la maggior parte da Euro 0
che, da soli, toccano il 27,8%. In generale, le classi più vecchie fino all’Euro 2 superano il 49%.
La percentuale crolla considerando le classi meno inquinanti che registrano solo il 16,1%.
Ragusa supera il 26% per la presenza di Euro 0 e per la fascia Euro 0 – 2 arriva al 45,5%. Le
categorie Euro 5 ed Euro 6 al 17,5% rappresentano la quota più alta a livello regionale.
In aumento rispetto al 2020, in Italia, la percentuale di autobus appartenenti alle categorie Euro 5
ed Euro 6 si attesta al 42,3%. Stupisce negativamente la quota degli autobus di categoria Euro 0
ancora in circolazione, che rappresentano l’11,8% del parco.
Ben sopra la media nazionale, in Sicilia gli Euro 0 arrivano al 20,1% mentre gli Euro 5 ed Euro
6 al 28,1%.
Nella provincia di Ragusa il tasso di Euro 0, 1 e 2 raggiunge il 49,8% e, sopra la media regionale, i
soli Euro 0 toccano il 26,7%. La provincia tocca il 22,4% per le classi più giovani.

Anzianità: a Ragusa il 45,5% degli autobus supera i 20 anni di età
Il trasporto merci italiano è caratterizzato da una preponderanza di mezzi tra i 15 e i 20 anni e le
categorie “da 30 anni in poi” rappresentano il 15% del parco circolante. I veicoli recenti “da 0 a 10
anni” arrivano al 33,3%, anche se risulta ancora basso il dato relativo agli autocarri di massimo un
anno (4%).
In Sicilia, invece, la fascia d’età più diffusa si alza a 20-30 anni (21,1%). Coerentemente, le
percentuali per le categorie più giovani si abbassano: il 15,8% dei mezzi ha massimo 10 anni e
solo l’1,6% massimo un anno.
A Ragusa la quota di autocarri con massimo 10 anni è la più elevata in regione registrando il
17,4%. Qui la percentuale del parco con più di 20 anni è elevata e raggiunge il 45,4%.
Per il trasporto persone nazionale la fascia di anzianità tra 0 e 5 anni rappresenta il 20,5% del
totale. Una quota in crescita di un punto percentuale rispetto allo scorso anno, ma ancora
altamente superata dai mezzi vecchi di oltre 20 anni.
In Sicilia la fascia di oltre 20 anni cresce notevolmente rispetto a quella nazionale (38,2% rispetto
a 26,9%). In regione i mezzi con un’età massima di 5 anni superano di poco il 13%.
Ragusa ha una percentuale di autobus oltre i 20 anni che raggiunge il 45,5% e il tasso di mezzi
giovani, da 0 a 5 anni, è solo del 6,3%.

In provincia quasi un autobus su due appartiene alle classi più inquinanti e il 45,5% del parco ha più di 20 anni.  Sul fronte del trasporto merci, invece, balzo in avanti del 66,7% per le nuove targhe.

di Direttore03 Ago 2022 22:08