Caro pane! Ma chi interviene?

>

Il pane ha raggiunto prezzi altissimi. Forse anche non giustificati se si considera che molto viene offerto come prodotto congelato e non giustifica tali rialzi.   Oltre i 4 euro per il pane diciamo normale e si va ben oltre per quello più d’elite o fatto con farine speciali, Siamo troppo in alto e gli stessi  panificatori iblei lanciano l’allarme. Quello che incide di più purtroppo, in questo momento è sicuramente il rincaro del costo dell’energia, elettricità e gas, con aumenti che variano dal 40 al 50% sul fronte
dei rialzi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A questo, ovviamente, va aggiunto, ed è sotto gli occhi di tutti, un aumento continuo dei prezzi delle materie prime a cominciare, soprattutto per quel che ci riguarda, la farina che, in alcuni casi,
registra incrementi del 70-75%. Ma non va assolutamente bene perchè gli aumenti non sono paragonati ai ricavi e cosi alcuni panificatori dicono che hanno difficoltà a mantenere lo status quo per quanto riguarda l’organico. E quindi si dovranno necessariamente studiare soluzioni alternative. Se a questo si aggiunge una tendenza irreversibile che, ormai, da dieci anni a questa parte, vede ridotto il
consumo pro capite del pane di almeno il 50%, si avrà netta la percezione della gravità della situazione per l’intero comparto. Ed è davvero un peccato perché il  settore del pane artigianale era uscito in qualche modo bene dalla crisi del Covid nel senso che la clientela comprendeva l’importanza di consumare pane fresco, pane di qualità, fatto con materie prime garantite, certificate, quindi un pane come dire sempre a basso contenuto di glutine e ricco di fibre al contrario, invece, di un pane che magari, molto spesso, si trova sui banchi della Gdo”.La Cna iblea alla quale aderiscono i panificatori dichiara:  “Siamo fortemente preoccupati perché rispetto al grido d’allarme di tante categorie (stavolta i panificatori, prima i ristoratori, per non parlare degli edili che non riescono a sbloccare i crediti
nei cassetti fiscali), non ci sono delle risposte concrete né dalla Regione che appare pietrificata rispetto a queste dinamiche né tanto meno al livello del Governo nazionale dove addirittura assistiamo ad uno spettacolo indecoroso come quello che è
avvenuto in questi ultimi giorni al Senato. Invece di dare risposte alle imprese e ai

cittadini si è deciso di occuparsi di campagna elettorale. Tutto ciò è insostenibile. Con
il carburante alle stelle, gas ed energia elettrica che fanno segnare numeri da record,
ci chiediamo: quanto potranno durare famiglie e imprese?”.

di Direttore22 Lug 2022 22:07