La regola del fare o dell’apparire

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Dopo l’articolo apparso su un giornale che riprende la questione dei musei di Ragusa, corre l’obbligo, da parte nostra,  dire qualche parola per chiarire posizione che sembrano confuse. Abbiamo già detto che per il Museo Archeologico di Ragusa il vero e unico responsabile della gestione, dell’apertura o chiusura, è l’architetto Buzzone nella sua veste di direttore del Parco Archeologico. Quindi il soprintendente non c’entra. E’ chiaro che non è possibile pensare ad una apertura del sito culturale se non si provvede a completare tutte le misure antincendio che sono previste dalla legge. Queste toccano al comune di Ragusa essendo il proprietario dei locali.  Negli anni ’50 infatti poichè l’hotel Mediterraneo fu realizzato su suolo pubblico, c’era la centrale elettrica in quel punto esatto, in un accordo stipulato ad hoc, l’intero piano ammezzato, dove è allocato il Museo, fu donato al comune di Ragusa per realizzare, è scritto espressamente, un museo di livello provinciale. Quindi il proprietario è il Comune e il Comune fa i lavori di adeguamento. Appena sarà completato l’impianto antincendio si potrà pensare a riaprire il museo.  I quattro amici del Comibleo, coinvolti nell’articolo di cui abbiamo parlato prima,  andando oltre ad ogni loro compito istituzionale, si sono anche interessati, non dell’esterno del Monastero del Gesu che con gli eterni lavori in corso pregiudica l’immagine del quartiere, ma hanno voluto sapere quando quest’ultimo sarà completato.  E qui il soprintendente Demarco, come responsabile provinciale ha dato risposte evasive. Non so, forse, ma non meno di due anni, se tutto va bene ma non è detto! A questo punto dobbiamo fare un intervento noi della redazione.. Ho avuto occasione di entrare nel museo di Via Natalelli recentemente, durante un sopralluogo effettuato con alcuni consiglieri comunali, e devo dire che l’immagine che ne viene fuori è davvero triste. Quasi quasi si dovrebbe dare ragione all’assessore Arezzo che lo ha definito skippabile cioè che può essere saltato. Ma è questo l’errore che dobbiamo affrontare! Il monastero lo vedremo se va bene nel 2025 e allora invece di fare chiacchiere inutili mettiamoci a gridare affinche vengano stanziati i soldi per rendere il museo archeologico, che c’è, più moderno. Fondi per queste cose ce ne sono tanti. Bisogna chiederli, fare dei progettini, mostrare interesse da parte della città magari con un intervento del Sindaco. . Il sottoscritto ha organizzato al Museo Archeologico di Ragusa almeno 5 o 6 manifestazioni internazionali come la mostra, unica in Italia,  dagli Argenti di Paternò o dei Bronzi di Boscoreale. E poì c’è il Guerriero. Da 10 anni è confinato in un angoletto buio  e disadorno. I pannelli sono cadenti e la storia non si capisce bene. Eppure ha conquistato 90 mila visitatori al Pergamon di Berlino ed è stato portato in almeno una decina di esposizioni internazionali. Allora, accertato che il Gesù è a rischio, che si sono spesi tanti milioni senza riuscire a finirlo e che è rimasto un solo milione, io punterei tutto sul Museo di Ragusa. Qualche insegna direzionale, delle vetrine nuove e l’illuminazione. Oggi con i led si fanno miracoli. Più interesse per il Guerriero, dei nuovi depliant etc.   Per concludere: mi sembra che a Ibla ci sia più la voglia dell’apparire che quella del fare. Si pensa troppo al prossimo giugno? Basta avere il ritorno di un articolo?  Purtroppo, invece, Ibla ha bisogno di progetti veri e fruibili immediatamente, di eventi, attrazioni, immagine.. Ci sono tante cose di cui si è parlato ma restano al palo.

di Direttore17 Giu 2022 15:06