Iniziativa a San Bartolomeo

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Poteva essere una bella occasione invece, come spesso accade, l’incontro organizzato per parlare dei 40 anni delle legge su Ibla è stato riservato a soli pochi intimi. Magari è colpa dello spazio prescelto, la chiesetta di San Bartolomeo  che pure aveva un significato, ma crediamo che, nel futuro molto prossimo,  si debba aprire un capitolo della storia di questa città, intitolarlo alla legge  61 dell’81, e vedere se si è sbagliato qualcosa cercando di correggere il tiro. Lo diciamo perchè a parte queste ottime performance autoreferenziali, mi sembra l’ormai famoso simposio caravaggesco  dove se la cantano e se la suonano, la vita della città deve avere dei punti fermi. Non è infatti possibile assistere, giorno dopo giorno, a teorie espresse da una corrente o da un’altra, telecamere si o no,  imposizioni di servizi senza il coinvolgimento degli operatori, ad esempio le navette, e  scelte culturali completamente fuori contesto. Quarant’anni fa  io c’ero! In un incontro organizzato nel vecchio quartiere, che era tutt’altra cosa, con la presenza dell’on Chessari e del Prof Garofalo si dibatteva su cosa sarebbe dovuta diventare Ibla  grazie alla legge appena varata. La questione avanzata, allora,  dal sottoscritto è rimasta tutt’ora irrisolta. Chiedevo: “ma Ibla sarà una citta da far vivere ai residenti o una città per il turista?” Perchè, dissi, le due cose difficilmente possono state insieme. Ed è successo proprio questo.  E così sarebbe stato interessante mettere sul tavolo, dopo tutti questi anni e  gli straordinari sforzi per il restauro, un progetto definitivo che potesse far convivere le anime di tutti.  Plaudo quindi al convegno ma forse si poteva allargare la platea vista l’organizzazione e gli uffici stampa onnipresenti. Magari  ci sarebbe stato spazio per fare qualche commento negativo su interventi del tutto personali che, seppur entrati nella immagine cittadina, sarebbero da rifare. Ad esempio la torre a bubboni del convento del Gesù o a Largo San Paolo la falsa fontana rotonda, con l’acqua rimessa in circolo con un motorino, spuntata come un fungo, in quel tempo di fervore ricostruttivo, ed invece gli abbeveratoi storici lasciati volutamente a secco. E così via. Ma per dare a Cesare quello che è di Cesare ecco riportata una parte del comunicato stampa. Dal 1981 ad oggi, come è stato ribadito dai presenti al convegno, Ragusa Ibla e parte di Ragusa Superiore sono profondamente cambiate grazie ad un investimento finanziario di quasi 120 milioni di euro. Un centro storico totalmente riqualificato seguendo la scelta di interventi mirati e funzionali, che hanno permesso ai cittadini di tornare a fruire di queste aree urbane nel migliore dei modi, fino al momento più importante, 20 anni fa esatti, quando questi siti divennero patrimonio dell’Umanità. Tanto è stato fatto, tanto resta da fare ma ci si augura che l’eredità della legge speciale possa essere presa in mano dalla nuova classe politica. La giornata di approfondimento si è poi conclusa con la consegna della tessera di socio onorario proprio all’on. Giorgio Chessari e con la presentazione della statua di San Bartolomeo recentemente restaurata grazie ai fondi della Banca Agricola Popolare di Ragusa e del Club Rotary Hybla Herea a cui rappresentanti sono state consegnate targhe di ringraziamento.

di Direttore05 Giu 2022 18:06