Ci vorrebbero fatti non parole.

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Essere presidente nazionale di una grande organizzazione come la CNA  vuol dire avere grandi responsabilità visto che si ha una maggiore e diretta conoscenza dei problemi. Purtroppo però la carica richiede anche un impegno maggiore per cercare di risolvere i problemi. Non basta elencarli come fanno tutti gli esperti di settori eterei come il turismo o il sociale, bisogna dare delle indicazioni,  delle direttive di categoria che possano portare alla risoluzione dei problemi o almeno affrontarli di petto. Qualche settimana fa Mario Draghi si era scagliato contro i bonus che, secondo lui, avevano fatto alzare i prezzi per tre volte a causa della furbizia innata delle aziende italiane.  Indagini, arresti, speculazioni indegne tutto questo fa parte del nostro modo di essere. Ma cosa è stato fatto da allora? A parte lamentarsi, cosa hanno fatto le associazioni di categoria?  Molti convegni, un tour dei massimi rappresentanti nelle sedi provinciali, i comunicati stampa relativi e le interviste. E poi? IL presidente della Cna, appunto durante uno dei tour con sosta a Ragusa ha elencato i problemi che però tutti sapevano. Ha detto: “si tratta di un problema atavico per la sopravvivenza delle aziende. Ad esso le imprese devono restituire i crediti. Va detto che i titolari non chiedono prestiti per comprare la Porsche, ma per creare investimenti in azienda e nel territorio. E se chiedono prestiti è perché chi gli ha commissionato il lavoro non paga e per abitudine non rispetta i pagamenti”. Altro tema molto sentito quello del caro gasolio che ha determinato lo sciopero non concertato degli autotrasportatori che ha mandat o in tilt il comparto agricolo più di tutti. “In questa settimana , avrebbe scoperto il presidente,  che abbiamo superato i 2 euro alla pompa. L’aumento dei prezzi  causa difficoltà in tutti i settori.
Questo è scritto nel comunicato stampa emesso dalla CNA. Forse non lo hanno saputo impostare  ma non riesco a leggere uno straccio di idea, di nuova posizione da prendere, di lotta di categoria. Chi vi scrive ha già individuato in Draghi uno dei maggiori colpevoli di questa situazione di grave crisi economica. Se questo fosse vero, gli  autorevoli rappresentanti che rappresentano migliaia di aziende iscritte dovrebbero andare dal premier ed inc…….si di brutto. Sarebbe il caso che il governo, con Draghi che si ferma un minuto, prepari una strategia di intervento. Si studino misure adeguate per bloccare le truffe e  per trovare risorse non solo per le armi ma soprattutto per aiutare quel 7,5% delle famiglie italiane in completa povertà e quella enorme percentuale di aziende condannate   a morire. Poi voglio vedere come le comprano le armi senza che nessuno produce reddito… ?

di Direttore18 Giu 2022 23:06