La guerra legale nei cieli siciliani.

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I cieli della nostra Sicilia vivono un momento molto delicato ed è davvero impensabile che, invece di darsi una mano e fare quanti più collegamenti possibili per aiutare il turismo ed il commercio, ci siano società che preferiscono barricarsi dietro i milioni di passeggeri che hanno e chiudersi ad ogni tipo di colloquio con gli operatori del settore. E’ quanto sembra di capire dopo la notizia che Aerolinee Siciliane,  compagnia ad azionariato popolare, che sta realizzando la compagnia di bandiera siciliana  ha depositato presso il Tribunale di Catania una querela formale nei confronti dell’Amministratore Delegato di Sac SpA Nico Torrisi ed altri. I reati ipotizzati nella querela, a firma del suo presidente Luigi Crispino,  sono lì abuso di ufficio (art. 323 c.p.), il  rifiuto di atti d’ufficio, la turbata libertà dell’industria e del commercio, violenza privata  e per le fattispecie di violazione di segreto d’ufficio e diffamazione aggravata ex art. 595 comma 3 c.p.  Ma cosa è successo ad Aerolinee per decidere di adire le vie legali?  La ragione di questa querela risiede nella gestione di una richiesta di Aerolinee Siciliane fatta all’aeroporto di Catania, seguendo le normali procedure previste dalla stessa SAC , di un’area di ottanta metri quadri da adibire a magazzino per l’assistenza agli aeromobili e garantire così il rispetto di tutte le misure di sicurezza previste dai regolamenti e dal buon senso, nelle attività di volo. La risposta, a nostro avviso, doveva essere immediata e positiva atteso che qualunque compagnia ha diritto a svilupparsi e alla fine porta sempre qualche passeggero in più con i relativi introiti. Invece la Sac  ha   affrontato la questione non con la normali prassi burocratica ma affidando  l’incartamento addirittura all’Amministratore Delegato di SAC Nico Torrisi  che ha subito negato tale concessione degli spazi.  Dopo aver preso questa decisione molto delicata lo stesso Torrisi è risultato protagonista di un articolo che conteneva giudizi personali e informazioni riservate che hanno danneggiato la reputazione di Aerolinee Siciliane, dei suoi dirigenti e amministratori, degli azionisti. Dobbiamo inoltre dire che non è stato solo un semplice diniego che riguarda l’uso di un ufficio ma la decisione arbitraria di SAC sta rendendo difficoltoso, se non impossibile, il perseguimento della ragione sociale di Aerolinee Siciliane.   Luigi Crispino ha dichiarato “Gli azionisti della nostra impresa hanno per volontà e statuto la finalità di far tornare la Sicilia a produrre ricchezza e posti di lavoro. È con sgomento che abbiamo appreso che ci sono funzionari e amministratori di società pubbliche che invece di favorire i contribuenti che pagano loro lo stipendio, si permettono di compiere atti e dichiarazioni pubbliche, a nostro avviso, lesive e denigratorie che di fatto impediscono l’esercizio del diritto d’impresa ai siciliani. Per tutelare gli interessi della Sicilia e dei Siciliani abbiamo depositato una querela per ottenere giustizia ma soprattutto per affermare la volontà di crescita economica e civile nella nostra terra.”  Alla fine c’è da fare una considerazione prendendo spunto da altre dichiarazioni di Crispino.  Un’impresa siciliana, al momento, non trova ospitalità e pari trattamento nella propria terra, garantite invece alle imprese estere. La Ryanair che sappiamo essere compagnia grande ma senza cuore che, cioè, pensa solo al profitto, è stata ricevuta a Palazzo d’Orleans, mentre alla realtà siciliana  non viene concesso nemmeno il diritto ad appena ottanta metri quadri, peraltro liberi, disponibili e che SAC sa di dover affittare, per l’attività ordinaria. Se ci fosse stato, come abbiamo detto in apertura, più disponibilità e collaborazione e qualche anche milioni di contributi in meno di quelli dati ad altre compagnie, Aerolinee Siciliane avrebbe più che garantito la crescita che la Sicilia merita e senza le tariffe da capogiro pagate persino quest’anno da chi è tornato a casa per le feste di Natale.”

di Direttore04 Gen 2022 15:01