La Pagoda ricorre al Tar

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Sapevamo che la vicenda della Cooperativa Pagoda e la bocciatura in Consiglio della sua richiesta di variante  non si sarebbe chiusa facilmente. Infatti arriva in redazione una lettera aperta inviata dalla stessa coopeartiva che annunciando il ricorso al Tar spiega le motivazioni di tale decisione. Eccola

La presente per esporre pubblicamente  le ragioni e le necessità dei soci della cooperativa
Pagoda, in merito alle decisioni assunte dal Consiglio Comunale nella seduta del 05/10/2021.
Sulla vicenda sono state effettuate delle speculazioni politiche, la stampa ne ha parlato in questo
senso e solo per tale motivo si vuole riportare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla vicenda, al di là delle
problematiche che coinvolgono personalmente i soci, in primis il gravissimo nocumento economico che tali
scelte hanno provocato e stanno provocando per ciascuno di essi.
Il progetto di variante che il Consiglio Comunale ha deciso di bocciare, era assolutamente aderente
agli strumenti urbanistici: la cubatura massima del lotto ammissibile è superiore a quella che originariamente
si intendeva utilizzare; l’aumento previsto, in ogni caso, è inferiore ai limiti fissati dalla Legge, nel rispetto
rigoroso dei parametri massimi urbanistici del vigente Piano Regolatore Generale, come attestato
dall’Assessore al ramo, dal Dirigente del settore 3 (Urbanistica ed Edilizia Privata) del Comune, dal Segretario
Comunale e dall’Avvocatura dello stesso Comune.
All’interno del piano attuativo sono stati già realizzati numerosi insediamenti residenziali, a fronte
dei quali sono stati ceduti dalla cooperativa Pagoda alla città, in perequazione gratuita oltre mq. 3.500 di
terreno per insediamenti di urbanizzazione secondarie. Nello stesso Piano Attuativo tutte le Cooperative, a
proprie cure e spese, hanno realizzato le opere di urbanizzazione primarie, quali strade, fognature, rete idrica,
pubblica illuminazione, rete gas, ecc., senza alcun aggravio economico per il Comune.
Il Presidente del Consiglio Comunale ha posto più volte all’OdG dei lavori dell’Organo Consiliare
l’approvazione della Variante proposta dalla Cooperativa, in particolare nelle adunanze dei giorni:
22/07/2021, 06/09/2021, 28/09/2021; ma la delibera è stata sistematicamente rinviata con motivazioni
apparentemente non coerenti con la reale volontà di definire la questione.
Infine, dopo un anno, nell’adunanza del 05/10/2021, il Consiglio Comunale ha finalmente espresso la
propria volontà ma l’istanza è stata respinta.
Constatiamo che, in tutte le precitate adunanze del Consiglio, seguite in diretta TV dalla cittadinanza
tutta e, naturalmente, dalla nostra Cooperativa, con vari pretesti si è fatto mancare il numero legale, così
procrastinando di volta in volta la decisione. Dai volutamente nebulosi, nella migliore delle ipotesi, interventi
dei consiglieri, nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Comunale del 05/10/2021, si è tentato di giustificare

il successivo “no” con argomenti quali il “consumo minimo di suolo” o citando in modo erroneo (se riferite al
caso de quo), sentenze di Tribunali amministrativi che, riferendosi a tutt’altre fattispecie, avallerebbero il
rigetto della richiesta.
Qualunque cittadino minimamente attrezzato, però, si è potuto rendere conto che, mentre da un
canto la medesima amministrazione invocava il “consumo minimo di suolo”, dall’altro smentiva sé stessa
laddove nel 2019 aveva approvato un progetto di variante praticamente identico a quello presentato dalla
Pagoda. Ed anche a leggere in maniera parimenti superficiale le sentenze invocate dai consiglieri in aula, ci si
può rendere facilmente conto che le situazioni ivi regolamentate nulla hanno a che vedere con la variante
bocciata, perché disciplinano fattispecie completamente diverse, perché aventi ad oggetto la conformità o
meno al PRG delle richieste varianti, mentre, nel caso che ci riguarda, la conformità urbanistica fu già
acclarata dallo stesso Ufficio Tecnico del Comune.
Incidentalmente, in questo clima di grande confusione, spiccano gli interventi dell’Ass.re ing.
Giuffrida e del Dirigente ing. Alberghina, competenti in materia urbanistica, che dichiaravano pubblicamente
che la variante non avrebbe comportato alcun consumo di suolo e che tutte le opere di urbanizzazione
eseguite erano state dimensionate e realizzate in relazione al fabbisogno massimo volumetrico realizzabile
ed al numero massimo di abitanti possibili insediabili all’interno del Piano Attuativo di Contrada Selvaggio.
In conclusione, non riteniamo di poter accettare supinamente che questioni ultronee rispetto agli
interessi e alle aspettative della nostra Cooperativa, possano così pesantemente e definitivamente impattare
sulle legittime ambizioni e speranze di cittadini il cui progetto era e rimane quello di avere una casa di
proprietà. La definizione del procedimento amministrativo relativo alla variante in oggetto si è già protratta
per oltre 16 mesi, quindi già con grave ritardo rispetto ai termini di legge, con un risultato finale negativo e
notevole pregiudizio economico per i soci della cooperativa Pagoda, che hanno già sostenuto spese relative
all’acquisto del terreno, oneri di urbanizzazione, oneri tecnici e legali.
In considerazione di quanto sopra esposto, siamo certi che l’esito del voto del Consiglio sia in netto
contrasto con quanto previsto dai combinati disposti delle norme urbanistiche del vigente PRG e dei pareri
di legge allegati alla proposta di delibera del Consiglio. Si ricorda che, in sede di seduta consiliare, prima
l’ass.re all’Urbanistica e successivamente il Dirigente del Settore Urbanistico, avevano congiuntamente
ribadito la legittimità della variante presentata, dichiarando che “Non vi è consumo di suolo, né aumento di
volume rispetto al parametri del vigente Piano Attuativo”, confermando altresì il proprio parere tecnico
favorevole, formalizzato agli atti.
Tutto ciò rafforza il convincimento che il Consiglio Comunale abbia operato in netto contrasto con i
diritti edificatori sanciti dal vigente PRG.
In considerazione di quanto sopra esposto e del grave pregiudizio economico arrecato con la delibera
del Consiglio Comunale n° 84/2021, i soci della Coop. Pagoda sono giunti alla determinazione di proporre
ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale avverso la delibera, e nel caso di sussistenza dei presupposti in
diritto, con richiesta di ristoro dei danni arrecati.

di Direttore21 Ott 2021 22:10