Ragusa Catania: il quadro è in chiaroscuro.

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Era tanto che non si sentiva parlare della Ragusa Catania e ci eravamo preoccupati perchè queste lunghe pause fanno presagire solo una serie di problemi da risolvere. Inoltre c’erano stati alcuni interventi come quello dell’ex parlamentare Vinciullo che aveva paventato una completa mancanza dei fondi necessari a causa delle complicanze economiche della pandemia. E poteva anche essere. Oggi ci arriva il comunicato trionfate del comitato della Ragusa Catania che invece mostra una moderata soddisfazione. Difficile capire perchè visto le tante incognite che vengono evidenziate nel comunicato. Inoltre c’è questa decisione di suddividere i lavori in 4 lotti e non 8 come era prima. Anche su questa decisione non sappiamo se sia meglio o peggio. Comunque ecco il comunicato. 

Buone notizie per le infrastrutture del nostro Paese, alcune in itinere da oltre 20 anni; anche se il quadro è in chiaroscuro. Per la Ragusa-Catania, come previsto dalla delibera Cipe, è stato nominato commissario straordinario, dal presidente Draghi, il 16 aprile scorso, il presidente della Regione Siciliana Musumeci e il sub-commissario, alto dirigente Anas, Raffaele Celia (già indicato dal precedente governo). L’altra notizia, che annotiamo con moderato ottimismo, è che il ministro del Mims Giovannini intende procedere velocemente nell’attuazione dei cronoprogrammi e, come aveva annunciato il 23 aprile 21, ha incontrato tutti i commissari concordando nuove regole d’ingaggio quali: “il monitoraggio del ministero trimestrale per la verifica/stimolo della realizzazione delle diverse fasi, così da rimuovere tempestivamente eventuali ostacoli in piena trasparenza pubblica”.

Riteniamo che tali scelte, se effettivamente perseguite, unitamente alla firma del protocollo d’intesa nel dicembre 2020 con i sindacati che prevede l’ottimizzazione dei turni di lavoro su 24 ore potrà, in parte, allievare i ritardi finora accumulati; il commissariamento consentirà di completare la progettazione esecutiva e l’avvio dei cantieri in tempi programmabili.

Per avviare l’operatività dei commissari (a cui hanno lavorato i due governi precedenti e oltre 3 anni e mezzo per definirne compiti, funzioni e poteri) mancano ancora dei passaggi:

1)   Il via libera della Corte dei Conti (che ha ricevuto il dpcm di nomina solo da pochi giorni); notizie solide danno tempi di approvazione di almeno un mese (il termine di legge è di 30 giorni) ma per la complessità del decreto (e l’ammontare degli investimenti di circa 83 miliardi) la Corte può richiedere (lo farà sicuramente) chiarimenti e quindi si rischia di arrivare a luglio o a dopo le “intoccabili” ferie estive!

2)   Manca il decreto semplificazioni che permette di accelerare i procedimenti

3)   Manca la riforma del codice degli appalti che deve definire meglio le regole d’ingaggio per le assegnazioni e le esecuzioni dei lavori liberando una volta per tutte la “paura della firma” che oggi impera nella P.A.

4)   Mancano le risorse umane e professionali carenti da decenni che devono essere implementate in maniera spedita nella macchina pubblica.

Solo dopo, e/o in contemporanea, questi passaggi i commissari possono espletare con efficienza ed efficacia il loro compito che per ora può limitarsi solamente all’ordinario.

Dopo il commissario straordinario (che nel caso della Rg/Ct coincide con il presidente della Regione altra istituzione chiamata all’intesa per l’approvazione del progetto), e d’intesa al Provveditorato interregionale alle opere pubbliche, ha l’onere di ogni decisione per l’approvazione del progetto con il potere di sostituirsi a effetto di legge ad ogni autorizzazioni, parere, visto e nulla osta occorrenti, salvo per quelli relativi alla tutela ambientale e dei beni culturali/paesaggistici, per i quali è definita una specifica disciplina.

Di più per l’esecuzione dell’opera il commissario straordinario può assumere la funzione di “stazione appaltante” ed operare con maggiore celerità e semplificazione secondo quanto previsto dalle nuove norme.

Sicuramente propedeutico l’Ok della Corte dei Conti e subito dopo le altre disposizioni di legge (importanti anche per il Pnrr) potremo leggere, con una certa affidabilità, il “cronoprogramma della Ragusa-Catania” come delle altre 56 opere i cui cantieri saranno aperti, su dichiarazione del Ministro e del Presidente del Consiglio, in 20 nel 2021, 50 nel 2022, 37 nel 2023.

Comunque la “buona notizia” è che il 5 maggio gli enti interessati di pubblici servizi hanno ricevuto “la documentazione finalizzata alla risoluzione delle interferenze tra le reti dei PP.SS. e l’opera in progetto” a cui devono dare risposta entro 30 giorni; questo è un passaggio propedeutico per l’approvazione del progetto esecutivo a cui quindi si sta lavorando.

Nella comunicazione si apprende, poi, che l’Anas ha suddiviso in 4 lotti funzionali il progetto esecutivo della Ragusa-Catania (concepito all’inizio in 8 lotti funzionali), come di seguito specificato:

LOTTO 1    dallo svincolo n. 1 sulla S.S.115 (compreso) allo svincolo n. 3 sulla S.P. 5

LOTTO 2    dallo svincolo n. 3 sulla S.P. 5 (compreso) allo svincolo n. 5 “Grammichele”

LOTTO 3    dallo svincolo n. 5 “Grammichele” allo svincolo n. 8 “Francofonte”

LOTTO 4    dallo svincolo n. 8 “Francofonte” (compreso) allo svincolo “Ragusana”

 

 

di Direttore19 Mag 2021 15:05