Inchiesta della Procura sulla Mare Jonio

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Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e violazione alle norme del Codice della navigazione. Sono le accuse ipotizzate dalla procura della Repubblica di Ragusa contro la società proprietaria ed armatrice del rimorchiatore Mare Jonio e di quattro persone tra soci, dipendenti o amministratori, sia della nave sia della Ong italiana Mediterranea Saving Humans che la gestisce. I fatti risalgono al settembre 2020, quando per 37 giorni la nave mercantile Etienne della società danese Maersk attese inutilmente di poter fare sbarcare un gruppo di 27 migranti che aveva preso a bordo durante la navigazione nel Mediterraneo centrale, nell’area Sar di competenza di Malta. I migranti furono poi trasferiti sulla Mare Jonio che poco dopo ottenne a Pozzallo il Pos, il porto sicuro, dalle autorità italiane dopo che a bordo fu dichiarata l’emergenza sanitaria. La procura di Ragusa ritiene che per quel trasbordo dal mercantile alla nave Ong sia stato pagato un prezzo: “Le indagini fin qui svolte, corroborate da intercettazioni telefoniche, indagini finanziarie e riscontri documentali, hanno consentito di far emergere che il trasbordo dei migranti effettuato dall’equipaggio della Mare Jonio (senza nessun preventivo raccordo con le autorità maltesi, competenti per l’evento Sar, o con quelle italiane, ed apparentemente giustificato da una situazione emergenziale di natura sanitaria, “documentata” da un report medico stilato dal team di soccorritori imbarcatosi illegittimamente a bordo del rimorchiatore) è stato effettuato solo dopo la conclusione di un accordo di natura commerciale tra le società armatrici delle due navi, accordo in virtù del quale la società armatrice della M/n Mare Jonio ha percepito un’ingente somma quale corrispettivo per il servizio reso”.

Lunedì 1 marzo, un gruppo interforze composto dalla Guardia di Finanza e dalla Squadra Mobile di Ragusa, dalla Sezione operativa navale della Guardia di Finanza di Pozzallo e dalla Guardia Costiera di Pozzallo, ha dato esecuzione a un decreto di perquisizione (personale e locale) e sequestro nei confronti della società proprietaria e armatrice del rimorchiatore Mare Jonio e di alcuni soggetti, risultanti esserne soci, dipendenti o amministratori. Si tratta di personaggi storici di Mediterranea Saving Humans, come Luca Casarini, l’armatore sociale della Mare Jonio Beppe Caccia, il regista Alessandro Metz e il comandante della nave Pietro Marrone. Le perquisizioni sono in corso a Trieste, Venezia, Palermo, Bologna, Mazara del Vallo, Augusta, Lapedona in provincia di Fermo e a Montedinove in provincia di Ascoli Piceno. In una dichiarazione rilasciata all’Ansa, il procuratore di Ragusa Fabio d’Anna ha precisato che non si tratta di un’inchiesta sulla gestione delle Ong nei soccorsi in mare, ma di un’inchiesta su un episodio in cui sono coinvolte due società commerciali. Nessun componente di Mediterranea saving humans sarebbe indagato.

di Stefano Ferrera01 Mar 2021 17:03