Qualità della vita: Ragusa scivola al 100° posto

ItaliaOggi e l’Università La Sapienza di Roma hanno stilato l’annuale classifica sulla qualità di vita nelle città italiane. Quest’anno la graduatoria tiene conto anche della pandemia che ha coinvolto l’Italia, l’Europa e il mondo. Le città del Sud si trovano tutte in posizioni basse: Ragusa, ad esempio, è al 100esimo posto su 107 e precede Vibo Valentia, Enna, Napoli, Siracusa, Agrigento, Crotone e Foggia. Dai dati che emergono dalla classifica, il 42,5% della popolazione italiana abita in territori con una qualità di vita scarsa o insufficiente. Rispetto al 2019, si registra un cambio al vertice della classifica delle città con il miglior tenore di vita: in prima posizione figura Pordenone davanti a Trento che perde il primato dell’anno scorso. Salto in avanti anche per Padova: la città candidata a entrare nella lista dei luoghi Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco passa dall’undicesima alla quarta posizione. In generale, deludono le grandi aree urbane: per trovare Milano bisogna scendere fino alla posizione 45, mentre Roma si trova 5 posti più in basso. Per quanto riguarda la classifica “Affari e lavoro”,
la provincia si piazza all’86esimo posto, un gradino indietro rispetto allo
scorso anno, comunque meglio delle altre aree territoriali siciliane, tutte in fondo alla classifica a parte Trapani. Nella fattispecie, Ragusa è all’83esimo posto (86esima nell’indagine 2019) per tasso di occupazione, al 93esimo (97esima nell’indagine 2019) per importo medio dei protesti per abitante, al 97esimo (94esimo nel 2019) per numero di start-up e pmi innovative per 100mila imprese registrate, all’89esimo (93esimo nel 2019) per tasso di disoccupazione, al 19esimo (21esimo nel 2019) per numero di imprese registrate per 1000 abitanti) e al 21esimo (secondo nel 2019) per
imprese cessate ogni 100 imprese attive. L’altro macrosettore riguarda l’ambiente che fa retrocedere la provincia di Ragusa di due posizioni (85esima nel 2020 contro l’83esima del 2019). Un’analisi, come sottolineato da Italia Viva, che porta alla luce tutte le mancanze del territorio ibleo, tutto quello che c’è ancora da fare e rappresenta un segnale d’allarme per i sindaci dei 12 comuni del Ragusano. 

di Stefano Ferrera02 Dic 2020 12:12