Medici e paramedici scendono in campo


A seguito della concessione di maggiori libertà nell’isola dal Governo e della Regione, il Codacons manifesta il profondo rammarico per quanto stabilito, poiché si rischia di vanificare gli sforzi fatti fin ora. D’altra parte, tra la prima e la seconda ondata, non sono stati creati posti Covida sufficienza negli ospedali siciliani, Le Associazioni di Medici ed Infermieri e quelle che tutelano i malati si rivolgono al Presidente Musumeci dopo aver acquisito eminenti pareri in merito alle conseguenze delle scelte fatte. Difatti, né è stato reclutato personale sanitario (medici, infermieri ed OSS) nei numeri adeguati, dunque si è rischiata l’impossibilità di garantire cure a tutti i malati di coronavirus. Inoltre, non vi è stato quel necessario potenziamento dell’assistenza domiciliare dei pazienti CoVid-19 sul territorio. Tutto questo ha prodotto la saturazione dei posti di terapia intensiva in tutti i nosocomi siciliani ed adesso può verificarsi il collasso del sistema sanitario regionale. In questo modo si esprime il Professore Bruno Cacopardo, Direttore di Malattie Infettive al Garibaldi di Catania, secondo cui, a seguito dell’adozione di queste misure più morbide “nel momento in cui la curva epidemiologica ha raggiunto il proprio picco, è probabile che tra circa 15 giorni ci si troverà di fronte non ad una seconda ondata – perché l’ondata è ancora in corso -, ma ad un secondo picco che andrebbe a sovrapporsi con il picco precedente per cui i pazienti che ancora si stanno gestendo nel sistema sanitario regionale verrebbero ad unirsi a nuovi pazienti che giungono nel frattempoe questo creerebbe un’asfissia drammatica, ossia un sovraccarico per il sistema sanitario regionale”. Ricordiamo che negli ultimi giorni in Sicilia si sono verificati circa 50 decessi al giorno e che abbiamo superato i 1.400 decessi nell’isola, così ponendoci al nono posto in Italia tra le regioni che hanno avuto più morti per coronavirus. Inoltre, le USCA (le unità speciali di continuità assistenziale), che dovrebbero prevenire le ospedalizzazioni dei malati covid, sono insufficienti e non riescono a far fronte a tutte le richieste di intervento. Anche Mario Balzanelli, presidente di SIS 118 (società italiana sistema 118), avverte: “Il plateau raggiunto, il picco dei contagi sono solo numeri, la realtà ospedaliera è un’altra cosa: le strutture sono sature, i reparti sono strapieni, il sistema è prossimo a scoppiare. È questa la realtà di cui bisogna avere il polso. La Sis 118 chiede una condotta più responsabile da parte delle istituzioni, il governo dia ascolto a chi si occupa di emergenza urgenza, stia a sentire, non si possono disattendere i doveri istituzionali”. Alla luce dei dati e dei pareri degli esperti, il Codacons chiede il mantenimento delle misure preesistenti ed avvisa il Presidente Musumeci che in caso di collasso del sistema sanitario regionale lui sarà l’unico responsabile.

di Direttore29 Nov 2020 12:11