Ma quanto mi costi!!! Ma ne vale la pena?

E’ chiaro che di fronte ad una spesa di 200.000 euro anche il presidente della Regione Siciliana deve segnare il passo. E pur preoccupato dei contagi, della curva, dell’algoritmo, dei tamponi eccetera eccetera non ha neanche minimamente pensato che un evento come quello di Bocelli a Noto potesse essere messo in dubbio. Non solo, il presidente ci tiene pure a farsi vedere con il famoso tenore alimentando così le critiche. Primo fra tutti Nello Dipasquale che in questi tempi sta marcando stretto Musumeci e poi i 5stelle e via così. Dipasquale, in un suo post auto prodotto su Facebook, fa riferimento alle ordinanze di chiusura, alle regole della movida e la chiusura degli spettacoli accusando il presidente di predicare bene per poi andare in giro per spettacoli. Noi che scriviamo aggiungeremmo anche che quelle 24 ore di tempo che la Regione si era presa per emanare l’ordinanza restrittiva, in qualche modo avesse dei collegamenti con questo spettacolo. Anche il movimento pentastellato attacca: Mentre imprenditori, commercianti  e gran parte dei siciliani guardano al loro futuro con sempre maggiore preoccupazione a causa dell’avanzare del Covid, Musumeci trova tempo e denaro pubblico per il concerto di Bocelli a Noto. Tempi e modi sono sicuramente inopportuni. Specie se si pensa che i siciliani non hanno visto un solo euro di quanto previsto dalla cosiddetta Finanziaria di guerra, costruita, però. coi i soldi del Monopoli” “In un momento come questo – afferma Il capogruppo 5stelle assieme ci  parrebbe più opportuna la presenza e l’attenzione del presidente su faccende decisamente più importanti che su concerti che non si capisce se siano più proficui per l’organizzazione o per la promozione del turismo in Sicilia.  Ci chiediamo, e con noi se lo chiedono tantissimi siciliani, se in un momento drammatico come questo, in cui tante categorie  vedono appeso il proprio futuro al un filo sottilissimo, sia opportuno che Musumeci   dedichi i propri sforzi e le risorse regionali  a manifestazioni come questa o come quella di Dolce & Gabbana o quella dei suoi amatissimi cavalli di Ambelia, ad un tiro di schioppo da casa sua”.

Le accuse che abbiamo riportato sembrano molto credibili dal punto di vista della coscienza siciliana. C’è poi anche la questione economica e di opportunità. Non riusciamo a capire perchè uno spettacolo del genere costi tanto in questi momenti e poi che cosa ci “azzecca” con l’Unesco? Forse è stata la stessa organizzazione internazionale a finanziarlo e se fosse così come mai è stata scelta Noto? Insomma anche su queste tematiche Musumeci avrebbe dovuto essere più guardingo. Infine una considerazione personale che si basa sulla difficile battaglia che ho intrapreso in nome di un campanilismo che viene considerato vecchio ed inutile solo da chi trae giovamento da questa situazione. Noto continua a godere di alcuni privilegi probabilmente che vanno molto oltre e veri meriti nel settore cultura e ambiente. La colpa è di quegli amministratori che lasciano andare ogni querelle pur di vivere in tranquillità. Ragusa però non è più in provincia di Noto dal 170 anni.

di Direttore25 Ott 2020 14:10
Pubblicità