Quasi d’accordo con la Meloni.. se si parla di turismo

Non mi interessa il partito ne tanto meno da che parte sta se a destra o a sinistra. Dico di essere quasi d’accordo con la leader di FdI in occasione di una video conferenza alla quale ha partecipato con i simpatizzanti catanesi per i cosiddetti stati generali del turismo siciliano.   “Se noi che siamo la patria del sole nel settore del turismo guadagniamo gli stessi soldi della Gran Bretagna che, non me ve vogliano, è la patria della pioggia, allora c’è qualcosa che non funziona”.  E’ un discorsetto facile facile che ha del vero anche se il turismo non è solo mare e sole e appunto le percentuali del Pil imputabili al turismo ne sono la conferma. Insiste la Giorgia nazionale : “Promuovere l’Italia – ha aggiunto – è un impegno importante che non può essere demandato alle regioni, ma deve essere una priorità dello Stato. Noi abbiamo un marchio fortissimo, ma non siamo in grado di utilizzarlo. Abbiamo più di mille enti che si occupano di turismo. E non mi sembra che sia normale. Per questo – ha ricordato – da tempo chiediamo l’istituzione di un ministero del Turismo, che sappia fare sinergia con tutti gli attori in campo. D’accordo sul fatto che l’Italia, unica al mondo credo, abbia deciso di fare a meno di un ministero per il Turismo e poi si lamenta se le cose non vanno bene. Invece non sono d’accordo sulla unicità della proposta e della promozione perchè l’Italia e bellissima e non è uguale da Trieste in giù. Ci vogliono organismi territoriale ben individuati, affidati a competenti,  che abbiano giurisdizione sui diversi settori del turismo ma soprattutto che siano agili pronti a capire l’aria che tira a organizzare azioni promozionali per sfruttare il momento. Come abbiamo visto il turismo soffre delle criticità dell cronaca e soprattutto deve avere a che fare con aziende serie e credibili. Quando va in malore un operatore inglese soffrono gli italiani e via dicendo. Tutto questo non solo deve essere rappresentato nei contratti ma deve essere compreso e programmato. Insomma il turismo non si improvvisa e dice bene ancora la Meloni parlando della legge che l’on Zucconi presenta alle Camere: C’è una grande miopia alla base di tutto questo. In Italia si incentiva l’arrivo di tutti, tranne di quelli che spendono i soldi: i turisti”, serve inoltre “tolleranza zero contro ogni forma di illegalità, di irregolarità e di abusivismo, compreso quello delle strutture ricettive”.

Bisogna studiare, diciamo noi,  e preparare un efficace ‘prodotto-Italia’ da promuovere in modo sistematico, nelle sedi   giuste per i  target opportuni, da realizzarsi attraverso efficaci strategie di marketing abbinando alla promozione turistica anche un miglioramento dell’ecommerce ma soprattutto dobbiamo migliorare nell’offerta e nei servizi che non sono competitivi con le altre realtà europee”.

Per dovere di cronaca riportiamo anche quello che è stato dichiarato a margine di questo incontro dagli addetti ai lavori:  Luca Patanè, presidente di Confturismo Confcommercio, si è espresso sulla proposta di legge presentata alla Camera da Zucconi: “la proposta di legge riconosce al turismo il suo effettivo ruolo di settore trainante dell’economia nazionale: nella creazione di posti di lavoro e nel contributo determinante al Pil e alla bilancia commerciale. Alcuni elementi sono migliorabili, ad esempio inserire esplicitamente nel programma della Scuola di alta formazione da istituire, insegnamenti di data mining e data processing, fondamentali per calcolare il posizionamento competitivo. E ancora adottare azioni decise di lotta all’abusivismo non solo nel campo della ricettività ma anche dell’intermediazione, dei servizi di ristorazione ed intrattenimento e delle attività di accompagnamento e guida turistica. Prevedere, in forma strutturale e per tutte le imprese del settore, la deducibilità completa del costo del lavoro stagionale dall’Irap, nonché il calcolo della Tari commisurato all’effettiva apertura per le attività stagionali. E rifinanziare e potenziare i crediti d’imposta digitalizzazione e riqualificazione già previsti dal Decreto Art bonus del 2014, prevedendo analoghi strumenti in favore degli altri comparti del settore, dal Turismo open air alla ristorazione. Inoltre deve essere seriamente affrontato il tema della sostenibilità, motore di sviluppo per i prossimi anni. Tuttavia la direzione intrapresa dalla proposta è quella giusta, ma bisogna fare in fretta, perché l’assetto competitivo sta cambiando molto velocemente e non c’è tempo da perdere”.

di Direttore19 Ott 2019 19:10