Chiedo scusa ma su Greta la penserei come Cacciari

Ho avuto modo, più volte di dire, che vivo meglio ora che 50 anni fa. Mi piace l’aria condizionata, il cellulare, internet e poi la sanità con le cure contro le peggiori malattie, le auto tecnologiche e gli aerei che mi portano in giro per il mondo in poche ore e cosi via. Ma per queste preferenze,logiche e naturali penso,  non voglio essere additato come un’untore e condannato al fuoco dell’inferno. Ho gli anni giusti per poter anche affermare che questo mondo ha certamente fatto tanti sbagli ma ha fatto molto più cose giuste anche passando dalle guerre che, però, ci sono sempre state. E allora dobbiamo lavorare per far si che tutti abbiano una nuova coscienza critica alla quale si arriva però sapendo analizzare e studiare i pro i contro e tutto il resto.
Per questo nelle interviste degli ultimi giorni ho criticato che pensa in un certo modo senza se e senza ma,  con il rischio concreto di essere criticato.
Per fortuna però non sono il solo e colgo subito l’occasione per complimentarmi con un filosofo di alto livello, già sindaco di Venezia. Parlo di Cacciari che oggi ha pubblicato sull’agenzia Agi una sua considerazione filosofica che vi riporto condividendola in pieno…

Per il filosofo le cose dette dalla giovane ambientalista le avevano “già dette fior fior di scienziati” ma forse “non avevano l’eco di questa bambina”. E poi la invita a tornare a scuola: “Non è così che si formano le coscienze critiche”

“Non è dicendo ‘mi avete rubato i sogni’ che si affrontano i problemi”. È critica e fuori dal coro la voce del filosofo Massimo Cacciari sull’azione e il pensiero di Greta Thunberg sul clima, perché “se continuiamo ad affrontare i problemi alla Greta siamo fritti”, meglio “siamo all’ideologia dell’incompetenza”, dice il professore di Estetica all’Università San Raffaele di Milano in una breve intervista al Corriere della Sera.

Secondo l’ex sindaco di Venezia, “i problemi non si affrontano in termini ideologico-sentimental-patetico”, bensì “in termini scientifici”. E il ragionamento offre al professore anche l’opportunità di criticare il ministro Fioramonti

Per l’idea di giustificare de facto quegli studenti che intendano partecipare al #Fridayforfuture aderendo alle manifestazioni e marinando la scuola: “Mica il ministro può giustificare i ragazzi. O è diventato un suo potere?”,  ma forse “allora sarà una manifestazione autorizzata, solo che è di un’assurdità pazzesca”.

Secondo il filosofo veneziano, le ore di queste manifestazioni dovrebbero essere semmai usate “per fare seminari autogestiti ai quali far partecipare lo scienziato che racconta come va il clima” e “capendo problemini che sfuggono totalmente alla bambina” ponendo, nel caso, “il problema delle risorse disponibili” e se “uno sviluppo economico è compatibile con l’ambiente”.

 “non è così che nascono le coscienze critiche” ma si formano “lentamente, faticosamente, con la formazione”. In questo caso Greta “dovrebbe andarci a scuola” dice il professore, perché “forse si renderebbe conto che lei è svedese, i ragazzi che scioperano sono europei, ma in piazza non ci sono né indiani, né cinesi, né brasiliani. Non mi pare un problemino da poco”.

Ma c’era bisogno alla fin fine di una Greta per smuovere e sensibilizzare le coscienze? Secondo Cacciari le cose che va ripetendo la ragazzina, le avevano “già dette fior fior di scienziati” ma forse “non avevano l’eco di questa bambina”, conclude.

di Direttore28 Set 2019 22:09