Giovane universitario ragusano nuovo donatore dell'AIL provinciale compatibile al trapianto

logo Il 2017 inizia con un nuovo motivo di soddisfazione per la sezione provinciale AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma) di Ragusa, da dieci anni impegnata anche nella scelta strategica del reclutamento dei donatori di midollo, portata avanti grazie alla costante sinergia con il Centro Trasfusionale e l’AVIS iblea.   Nei giorni scorsi è arrivata la chiamata per uno tra gli oltre mille donatori inseriti in un apposito elenco, giustificato vanto dell’AIL ragusana, che dal momento della sua costituzione ha sempre promosso la sensibilizzazione verso il problema anche attraverso specifiche borse di studio.    G.F., giovane universitario del capoluogo, riconosciuto compatibile per la donazione destinata ad una bambina di cinque anni, ha subito espresso la sua piena disponibilità, esprimendo nello stesso tempo la gioia per l’opportunità, estremamente rara.  Assistito dal Centro Trasfusionale di Ragusa, G.F. sta completando la preparazione all’espianto, fissato per il 31 gennaio prossimo a Catania. Il supporto logistico è assicurato dalla sezione provinciale AIL, come previsto dai suoi fini istituzionali. Individuare un donatore di CSE (Cellule Staminali Ematopoietiche) idoneo al trapianto significa tipizzare sia il donatore sia il ricevente, ovvero verificare, con tecniche di biologia molecolare in alta risoluzione, che le cellule dell’uno e dell’altro siano HLA compatibili, quindi che presentino gli stessi antigeni di istocompatibilità. Pertanto, è un pre-requisito di fondamentale importanza per il successo del trapianto allogenico che sia il ricevente che il donatore abbiano il più possibile simile il sistema HLA, al fine di limitare il rischio della condizione nota come Graft Versus Host Disease (GVHD, Malattia del Trapianto contro l’Ospite): condizione in cui linfociti del donatore colpiscono i tessuti del ricevente che non riconoscono come “propri”.
I geni del sistema HLA sono estremamente variabili da individuo ad individuo; per tale motivo, la variabilità genetica è molto elevata al di fuori dell’ambito familiare mentre nell’ambito familiare è più ristretta: ogni fratello ha una probabilità del 25% di essere HLA compatibile col paziente. Tuttavia, per dare la possibilità di trovare un donatore compatibile anche a quei pazienti che non dispongono di un donatore HLA-compatibile all’interno del nucleo familiare, sono stati creati i Registri Internazionali di Donatori Volontari di CSE o i Network di Banche di Sangue di Cordone Ombelicale (SCO).
 

di Lina Giarratana24 Gen 2017 15:01