Si vota il 21 aprile sia per i comuni che per la Provincia.

Si vota il 21 aprile sia per i comuni che per la Provincia.

Elezioni (1)La Giunta regionale ha oggi deciso la data in cui si svolgeranno le prossime elezioni amministrative. Il presidente Crocetta infatti su sollecitazione di alcuni deputati tra cui l'on Dipasquale ha anticipato la consultazione elettorale a fine aprile decidendo per domenica  21 . Dunque a Ragusa, Modica, Comiso ed Acate si voterà per scegliere il nuovo sindaco esattamente tra 80 giorni. La notizia farà certamente piacere alle forze politiche  locali che già all'indomani del 24 febbraio,  dovranno mettere a punto la macchina organizzativa. Per alcuni partiti si dovrà ricorrere alle primarie per altri occorrerà tutta una serie di consultazioni per scegliere i candidati mentre si fanno sempre più numerose le liste civiche. La notizia interessa anche le Provincia per le quale si voterà nella stessa data.  Dunque viene messa da parte, nell'immediato,  l'idea di intervenire sul numero degli enti provvedendo ad accorpamenti o divisioni.  Per la nostra provincia  si prospettava un futuro assolutamente infausto visto che già in molti assaporavano l'idea di riunire, come 80 e più anni fa, le due province di Ragusa e Siracusa. Dipasquale sembra si sia battuto anche in questo caso perchè si decidesse di andare a votare  al più presto senza dover aspettare ottobre o forse anche l'anno prossimo senza che il territorio avesse dei rappresentanti legittimamente eletti. In pratica con la notizia di oggi si aprono le danze.


Caggia: via i politici che non sanno rappresentarci

Caggia: via i politici che non sanno rappresentarci

gaggiaSebastiano Gaggia neo presidente dell'Ance di Ragusa da comisano puro sangue e da imprenditore del settore edile interviene sulla questione aeroporto ed infrastrutture in genere.   “Neanche l'agone elettorale è stato in grado di ingenerare, nella nostra classe politica nazionale, quel sussulto di orgoglio che avrebbe potuto creare quel consenso che essi vanno a cercare! Siamo indignati ed arrabbiati per le scellerate politiche del governo Monti e del suo ministro Passera in ordine alla declassazione del nostro aeroporto di Comiso e, più in generale, per la programmazione delle infrastrutture dell'area iblea: le ferrovie, che chiudono il circuito Catania-Messina-Palermo lasciando al suo destino Ragusa ed il suo hinterland, le autostrade, le cui lungaggini burocratiche stanno mettendo a serio rischio sia la Catania-Ragusa che la Rosolini-Modica, i porti, con particolare riguardo a quello di Pozzallo che non riesce a trasformare in cantiere il finanziamento di 40 milioni. Siamo stufi di questo stato di cose e faremo sentire la nostra voce anche nelle cabine elettorali invitando le nostre imprese, le nostre maestranze, i nostri collaboratori a dare una svolta a questa politica e a questi politicanti. Siamo convinti, infatti, che la nostra marginalità è principalmente dovuta alla pochezza dei nostri rappresentanti nazionali che non ci hanno per nulla difesi. Adesso la palla è in nostro possesso e garantiremo fiducia e sostegno a quanti si impegneranno nell'esclusivo interesse della nostra terra. E' davvero un 'anatema quello del Presidente di ANCE Ragusa,  ma il contenuto è condviso da tanti altri imprenditori iblei. Infatti ci sembra che la critica fatta da Gaggia tocchi il vero cuore del problema. Chi ci ha rappresentati in questi anni, di qualunque partito, a Roma o a Palermo, non ha saputo svolgere in pieno il proprio compito. Infatti la nostra condizione di disagio deriva certamente da un disinteresse della politica di fronte al graduale impoverimento del territorio. Fino a poco tempo fa la provincia andava avanti con le proprie forze ma ora accusa delle difficoltà. E' impensabile ad esempio che si possa escludere Comiso da un progetto di sviluppo. Se Passera fa questo è perchè qualcuno non gli avrà spiegato di cosa si sta parlando. Solo così si spiega l'esclusione di una struttura finanziata dalla CE e non ancora partita. E' chiaro che se non si tratta di una mera svista ed in vece le scelte sono fatte in tutta coscienza, vuol dire che si vuole mettere una pietra su Comiso e definitivamente. Basti pensare a cosa si dovrà fare dopo i primi due anni, quando finiranno i soldi della regione per i controllori di volo! E così via. Gaggia parte con il piede giusto. Cacciamo chi non sa rappresentarci!.


Togliete i cartelli pubblicitari abusivi.

Togliete i cartelli pubblicitari abusivi.

cartello-cadente1-335x175Il Settore Assetto ed Uso del Territorio e quello della Polizia Municipale hanno concordato e definito un'azione che mira  alla rimozione  degli impianti pubblicitari abusivi esistenti nel territorio comunale ad iniziare  da quelli collocati in prossimità delle rotatorie, delle intersezioni  e della segnaletica verticale.  A renderlo noto è il Comandante della Polizia Municipale Giuseppe Puglisi il quale precisa che tale attività inizierà il 18 febbraio prossimo e sarà preceduta dalla contestazione delle violazioni previste in materia.  L'azione di pulizia è assolutamente necessari anche per tutte le altre forme di pubblicità che  sembra siano comuqnue abusive visto che mai negli ultimi anni gli uffici competenti hanno mai concesso delle autorizzazioni in merito.  Dobbiamo inoltre ricordare che la Città di Ragusa ha avuto un finanziamento di circa 900 mila euro per  rinnovare, completamente, la propria segnaletica sia stradale che turistica nel territorio comunale. Verranno inoltre sistemati dei grandi tabelloni elettronici che conterranno informazioni sulla  viabilità e sugli avvenimenti quotidiani.  Ricordiamo a tutti coloro che hanno posizionato, in modo abusivo, delle tabelle pubblicitarie di qualunque genere, anche turistico, con segnalazioni di hotel, ristoranti etc etc che si stratta di una violazione di legge e quindi passibile di multa come ha detto il comandante dei VVUU.  E' meglio correre ai ripari e togliere l'occasione.

 


Più spazio ai medici dell’EST o fermi tutti

Più spazio ai medici dell’EST o fermi tutti

medico_ambulatorio-300x199All’ennesimo incontro tra le OO.SS. e l’Assessorato alla Salute, tenutosi, come previsto, oggi a Palermo, si sono ancora una volta interrotte le trattative per la firma del nuovo accordo regionale.
Lo stop alle trattative stavolta è stato imposto dalle OO.SS., ed in particolare da SMI E SNAMI, che  hanno posto la condizione che potranno essere riprese solo a seguito di una modifica normativa che preveda l’inserimento dell’OO.SS. dell’EST nei tavoli di programmazione dell’Emergenza ed in particolare nel Comitato Regionale per l’Emergenza, dove sono proprio i Medici dell’EST ad essere esclusi.
Enzo Picciolo, Responsabile Regionale e della delegazione trattante SMI, ha posto tale condizione alla parte pubblica la quale, seppur sorpresa, ha dovuto concordare che anche le ASP si trovano a dover applicare protocolli e linee guida di cui né loro né i medici dell’EST hanno mai concordato
e che invece sono state elaborate dalla parte meno a contatto del territorio ma comunque rappresentata nel Comitato per l’Emergenza, situazione di rilevanza strategica fondamentale  per l’organizzazione dell’Emergenza Territoriale e per l’ulteriore qualificazione  professionale dei medici dell’emergenza sanitaria in Sicilia.
Nessuna cosa può essere più importante, afferma Enzo Picciolo, che partecipare alla gestione dell’emergenza sanitaria per la parte che gli compete, mentre, al momento, tutto viene fatto ad altri livelli.
I sindacati hanno,  pertanto, affermato con forza che, finalmente,  venga riconosciuto il ruolo dei medici del 118 anche nel tavolo delle decisioni tecniche, come d’altra parte le normative prevedono, e che non esiste alcun interesse da parte dei medici dell’EST ad  un passaggio, più o meno mascherato, alla SEUS.
Lo SMI afferma che non si può discutere di un qualunque accordo quando fino ad oggi certe decisioni tecniche vengono operate da altri, in alcuni casi mettendo anche in discussione il ruolo dei nostri medici.
Lo SMI, in accordo alle altre OO.SS. ha, pertanto, sospeso le trattative che verranno riprese solo a seguito di una modifica normativa mediante un D.A. che preveda di un componente per ciascuna sigla sindacale nei tavoli tecnici dell’emergenza sanitaria.
Sensibile a questa richiesta la parte pubblica si farà portavoce presso l’Assessore alla Salute.
In attesa di ciò le trattative restano sospese

Novità sull'emergenza idrica in città

Novità sull'emergenza idrica in città

rubinettoNon si attenua il problema della carenza d'acqua in città. Il dr. Amato, direttore sanitario dell'ASP 7, sta cercando di porre rimedio alla situazione d'emergenza, ma il danno sembra  abbastanza serio. In uno dei due pozzi chiusi, infatti,  il B1, sono state rilevate tracce di batteri abbastanza pericolosi come ad esempio la salmonella, ma lo stesso pozzo come dicevamo è chiuso e quindi non c'è nessun allarme per la popolazione.  Amato ha organizzato un tavolo di lavoro con le autorità del settore e si stanno facendo anche delle ricerche sul territorio per individuare i responsabili dell'inquinamento che deriva certamente da fattori zootecnici.  Il pozzo B invece da qualche giorno mostra livelli di ammoniaca sotto i livelli di guardia e quindi domani si faranno le prove per reimmettere l'acqua nel serbatoio di San Luigi e quindi rifornire la parte alta della città.


Siamo verdi dalla rabbia. Ma anche noi...

Siamo verdi dalla rabbia. Ma anche noi...

hulk-arrabbiatoLe tegole ormai non le contiamo più . Ogni giorno ne arriva  una sulla pista di Comiso. Oggi tocca al ministro Passera che prima di andarsene, a quel paese,  con tutti i suoi colleghi ha deciso di dare un colpo mortale anche alla  nostra infrastruttura senza dimentica però anche Catania. Riportiamo da "il messaggero" on line:  Concentriamo  sforzi e investimenti sugli aeroporti che rientrano nei piani infrastrutturali europei e, al tempo stesso, confermiamo il ruolo degli scali territoriali che servono importanti realtà locali. Attraverso la razionalizzazione dei servizi, un piano di infrastrutturazione a medio periodo, la costituzione di reti aeroportuali, - ha  detto Passera  l'Italia può davvero ambire ad avere un sistema all'avanguardia e competitivo a livello internazionale, evitando sprechi di risorse pubbliche». Gli scali non di interesse nazionale  dovranno essere trasferiti alle Regioni competenti, che ne valuteranno la diversa destinazione d'uso e/o la possibilità di chiusura. Oggi sono 112, in Italia, gli aeroporti operativi. Di questi, 90 sono aperti al solo traffico civile (43 aperti a voli commerciali, 47 a voli civili non di linea); 11 militari aperti al traffico civile (3 scali aperti a voli commerciali, 8 a voli civili non di linea), 11 esclusivamente a uso militare. Sono, quindi, nel complesso 46 gli aeroporti commerciali: ai 43 civili se ne aggiungono i 3 militari (Grosseto, Pisa e Trapani Birgi). I 31 aeroporti di interesse nazionale individuati nella proposta sono classificati in base alla rilevanza e al traffico: 10 sono inseriti nella 'Core Network', cioè considerati di rilevanza strategica a livello Ue in quanto pertinenti a città o nodi primari; 19 in totale nella 'Comprehensive Network', tra quelli con traffico superiore a 1 milione di passeggeri annui (13) e quelli con traffico superiore a 500mila passeggeri annui e con specifiche caratteristiche territoriali (6), compresa la continuità; a cui si aggiungono altri due aeroporti non facenti parte delle reti europee, ma in espansione.  Dunque di Comiso  neanche l'ombra e forse Passera non sa nemmeno che esiste grazie anche alla "attenta" opera di promozione fatta fino ad ora. Ma nell'elenco, se andiamo a controllare bene,   i 10  super big sono Bergamo , Bologna, Genova, Milano Linate, Milano Malpensa, Napoli, Palermo, Roma Fiumicino, Torino, Venezia.  Catania come vedete non c'è e si vede superato in considerazione da Palermo. L'aeroporto etneo  è inserito tra i 13  con oltre un milione di passeggeri come Alghero, Bari, Brindisi, Cagliari,  Firenze, Lamezia Terme, Olbia, Pisa, Roma Ciampino, Trapani, Treviso, Verona e dunque Catania. Una bella batosta per le mire egemoniche della SAC convinta di poter accedere al gotha aeroportuale. E così arrivano ora le lamentele  «Il mancato inserimento dello scalo di Comiso nel nuovo Piano nazionale per lo sviluppo aeroportuale, come si evince dall’atto di indirizzo emanato oggi dal ministro dei Trasporti, Corrado Passera, è un duro colpo per il territorio ibleo e, più in generale, per l’intera economia della costa est della Sicilia».  Lo hanno dichiarato Enzo Taverniti e Rosario Dibennardo, presidenti, rispettivamente, della Sac spa, la società di gestione dell’aeroporto di Catania, e della Soaco spa, gestore della scalo casmeneo.  «Già a metà dello scorso agosto il ministro Passera si era espresso in tal senso», hanno proseguito Taverniti e Dibennardo, «e oggi ha ribadito la sua ben scarsa considerazione per una infrastruttura realisticamente di grande rilevanza per la crescita della nostra regione. Duole osservare come per lo scalo, di fatto pronto per essere operativo, il doversi reggere solo con le proprie forze economiche rappresenterebbe un grave handicap di partenza, in grado di minarne le sorti già dall’inaugurazione».  «La speranza», hanno concluso i due manager, «e che il governo riveda tale nefasto indirizzo e inserisca definitivamente l’aeroporto di Comiso fra quelli di interesse nazionale, facendosi carico di spese che, oggettivamente, competono allo Stato e non alle società o agli enti locali».   Per quanto poi riguarda il mancato inserimento dello scalo di Catania Fontanarossa nell’elenco Core Network Ten-t, inerente la rete dei trasporti individuati come nodi principali in base alla normativa europea, destinatari di alcune decine di miliardi di euro comunitari, il presidente Taverniti ha evidenziato come la decisione sia «in netta contraddizione con il fatto che la stessa agenzia Ten-t abbia finanziato il progetto di fattibilità della connessione intermodale tra l’aeroporto di Catania e la ferrovia. Paradossale che il governo italiano accetti senza contraddittorio una proposta dell’Unione europea, evidentemente costruita sulla base di riferimenti burocratici e amministrativi (aree metropolitane con popolazione superiore al milione di abitanti), senza tenere conto della realtà dei fatti, che vede invece lo scalo di Catania servire il 70% della popolazione siciliana, ossia circa 3 milioni di persone».   La verità  è comunque che nonostante le grandi aspirazioni Catania soffre di tutta una serie di difficoltà logistiche non indifferenti. Noi ci siamo abituati e quindi lasciamo correre ma pensate solo al fatto che l'aeroporto può essere messo in crisi da uno sbuffo dell'Etna oppure guardate alla circolazione stradale. Fontanarossa sembra inserito in un'area depressa con una rete stradale sottosviluppata. I posteggi sono insufficienti e malmessi come pure e questa è una cosa incredibile non è possibile arrivare con i mezzi al terminal delle partenze. In pratica chi deve prendere l'aereo entra dagli arrivi e deve salire alle  partenze con un solo ascensore per i carrelli e una scala mobile stretta e difficoltosa per via di  paletti e barriere. Insomma Catania farà tanti passeggeri ma ha anche tanta improvvisazione e così quando si arriva in aerostazione magari qualcuno potrebbe dire: roba da terzo mondo!

 


La via Roma è apatica!

La via Roma è apatica!

via roma

La via Roma vive uno stato quasi vegetativo. La differenza tra il ponte e la via principale è troppo evidente e se non si corre ai ripari questo spazio dedicato inutilmente al posteggio  sarà una specie di terra di nessuno. In vista delle elezioni comunali i politici locali tendono però a ricostruirsi una verginità spesso improponibile.  E così quando ci si avvicina alla data fatidica escono fuori proposte di ogni genere proprio su quegli argomenti che possono suscitare un certo interesse generale.  Forse non è proprio il caso di Mario Chiavola  ma, arrivati a questo punto, con una crisi economica che è ormai esplosa serve ben poco  cercare di affrontare la questione  da lontano.  “Dobbiamo porci il problema, serio e ormai improcrastinabile, di come aiutare i commercianti di via Roma. Cosi recita il comunicato  di Chiavola  che fa riferimento ai disagi dei lavori,  all’isola pedonale del centro storico della città superiore che pur essendo un'idea positiva  da sola non basta, sembra sempre più un deserto. E i commercianti dell’area continuano a piangere lacrime amare. Come aiutarli?”. La prima cosa da dire è che gli stessi commercianti non sono disponibili a investire nella loro rinascita e aspettano che qualcuno si sacrifichi a posto loro.  Chiavola addirittura propone di  esentare i commercianti del centro storico, soprattutto quelli dell’area ricadente su via Roma, dal pagamento della Tarsu per i prossimi due anni; esentare i pubblici esercizi dal pagamento della Tosap fino a quando il rilancio di via Roma e della zona, che forma un quadrilatero con via Mario Leggio e via Mariannina Coffa, non sarà completo; studiare anche  delle agevolazioni a vantaggio dei proprietari che, nell’area in questione, affittano i locali commerciali, proprietari al momento disincentivati , per il peso dell’Imu, dallo stipulare qualsiasi contratto riguardante immobili che per questo motivo sono vuoti.. Insomma una bella agevolazione che peserebbe sull'amministrazione  un bel po di euro. Ma chi deve rimetterci?  Naturalmente il cittadino normale, gli esercenti delle altre via della città dove la crisi colpisce addirittura con più violenza.  Chiavola poi  fa finalmente  il ragionamento giusto :  la politica dovrà cercare di fare la propria parte così come i commercianti la maggior parte dei quali, a dire il vero, sembra piangersi addosso. Perché, ad esempio, in questa fase di stallo amministrativo, non pensano ad organizzare una serie di iniziative  commerciali o  di intrattenimento che abbiamo lo scopo di attirare la gente nel centro storico superiore?  Non vogliono spendere una lira in pubblicità e si baloccano con la scusa che stanno in via Roma e non ne hanno bisogno. E allora perchè i  cittadini normali  che hanno tanti problemi devono pagare per loro  ?  A che serve  dare idee ed incentivi  se poi i commercianti sono apatici. Anche darsi da fare in maniera autonoma potrebbe essere una prima soluzione per cercare di cambiare rotta”.


Comiso: OK per i PAPI.

Comiso: OK per i PAPI.

fotoiaereoI tecnici dicono che questa appena iniziata è  una settimana decisiva per l'apertura dell'aeroporto di Comiso. Per tutta la mattina infatti e fino all'imbrunire, sulla pista dell'aeroporto si sono svolte delle prove di volo che hanno riguardato soprattutto le manovre di atterraggio. In particolare si sono controllati quelli che vengono chiamati nella terminologia ufficiale i PAPI. In aeronautica il PAPI ( Precision Approach Path Indicator)  è un sistema costituito da quattro luci bicromatiche poste a lato della pista (convenzionalmente sul lato sinistro) che permette di mantenere il corretto sentiero di discesa agli aerei  in avvicinamento ad una pista. Ad esempio, nel sistema a quattro luci,  se l'aereo in avvicinamento vede tutte le luci  rosse  è decisamente troppo basso. Con   3 luci  rosse e una è bianca si è leggermente bassi. Quando due luci sono rosse e due sono bianche: si è alla quota corretta per l'avvicinamento.   Insomma è un  sistema di luci che in base alla loro colorazione visibile da altezze diverse favoriscono l'avvicinamento degli aerei alla pista anche in mancanza di supporto radio.  Un aereo dell'ENAV infatti ha sorvolato più volte l'aeroporto e in base alle varie quote si è potuto stabilire se il sistema di cui abbiamo parlato è in perfetta efficienza. I risultati a detta dei responsabili dell'aeroporto è stato  soddisfacente  e in serata l'aereo è ritornato a Roma. Sempre a Roma  oggi, nella sede dell'Enac,  si è svolta  una riunione per l'assegnazione degli spazi nello scalo. Martedì è prevista la riunione del cda della società di gestione per mettere a bando i servizi logistici e di handling e per la scelta degli uomini chiave che dovranno guidare la gestione dell'aeroporto, la cui apertura difficilmente avverrà il 5 aprile, come ipotizzato in un primo momento. Ora la data più probabile appare quella di maggio. Resta sempre comunque valida la profezia di san Luigi, quella fatta da Luigi Crispino che da per sicuro il prossimo 21 giugno. Vediamo chi la spunta.nella foto Piaggio P180 Avant  durante il collaudo dei Sistemi PAPI e del VOR / DME

Non ti annoiò Più


Non venga a prendere il caffè da noi....

Non venga a prendere il caffè da noi....

colazione stop  Anche i Bar soffrono è il commento che si può fare leggendo la nota della Fipe  di Ragusa che ha aderito a Palermo  alla mobilitazione di protesta promossa da Rete Imprese Italia.  Questa  lunga recessione ha determinato crescenti costi economici e sociali e rischia di prolungarsi anche nel 2013”.  La Fipe di Ragusa, sindacato che riunisce gli esercenti di locali pubblici come bar e ristorant,i aderente a Confcommercio, lancia un appello in occasione della manifestazione regionale promossa per oggi da Rete Imprese Italia a Palermo e avente per tema “La politica non metta in liquidazione le imprese”. Per reagire a questa situazione occorre ripartire dalle ragioni dell’economia reale, cioè dalle ragioni delle imprese e del lavoro e per far questo la  politica, le istituzioni e le forze sociali devono condividere  la responsabilità di mettere in campo scelte e politiche conseguenti. Purtroppo, anche nell' area iblea, e per quanto riguarda nello specifico il  settore ristorazione, si prende  atto che il 2013 sarà ancora un anno di sofferenze. Ecco perché  si ritiene che il compito fondamentale della legislatura che verrà sarà quello di coniugare disciplina fiscale e del pubblico bilancio con le esigenze di crescita ed equità. Si tratta di una questione urgente la cui soluzione richiede un veloce avanzamento del percorso di costruzione dell’Europa politica e il contrasto a quella spirale perniciosa tra l’accelerato perseguimento di obiettivi di abbattimento dei deficit e dei debiti pubblici e l’aggravamento delle condizioni dell’economia reale.  Le piccole e medie imprese non vogliono staccare la spina. Ma devono essere messe nella condizione di potere proseguire la propria attività.Intanto bisogna intervenire sui costi del lavoro e quindi sui rapporti con gli enti di previdenza e l'agenzia delle entrate. Abbiamo bisogno di risposte al più presto in caso contrario il caffè lo si dovrà prendere a casa.  Nessuna zienda del settore sarà più in grado di fornire questi servizi.


Crisi idrica a Ragusa: Il commissario scrive all'ASP:

Crisi idrica a Ragusa: Il commissario scrive all'ASP:

margherita-rizzaIl problema dell'acqua oggi a Ragusa ha raggiunto il suo culmine. Dopo la chiusura di due pozzi per inquinamento buona parte della città non riceve acqua da circa 4 giorni. I cittadini sono costretti ad acquistare l'acqua dai trasportatori provati che hanno prezzi oscillanti tra i 70 ed 80 euro per un'autobotte grande. Abbiamo chiesto al Commissario del Comune  di darci alcune informazioni in merito e   la sig.ra Rizza ha assicurato che sta facendo tutto il possibile.  Intanto possiamo dire il Comune sta cercando di  intervenire con i propri mezzi di approvvigionamento ma le richieste sono tantissime. E così già da oggi  il settore protezione civile comunale dovrà pensare a rifornire  gli enti  pubblici  come gli ospedali, le scuole o gli uffici   mentre  il settore idrico  penserà ai condomini e alle case private. Intanto sappiamo che  il Commissario ha scritto  all’ASP n°7 di Ragusa, al  Laboratorio di Sanità Pubblica viale Sicilia e al  Servizio Alimenti e Nutrizione una lettera nella quale si dice:   è noto l’acqua proveniente dai pozzi in oggetto è stata momentaneamente deviata al fiume Irminio a causa del livello di ammonio verificato sabato 19 gennaio u.s.  Nei giorni successivi sono stati effettuati dei prelievi con cadenza giornaliera, fino alla giornata odierna, per verificare lo stato dei pozzi.  Dalle analisi effettuate dal Laboratorio di Sanità  Pubblica, risulta che il livello di ammonio in entrambi i pozzi è al di sotto del limite massimo.  Considerato che detti pozzi B e B1 rappresentano il 20% dell’approvvigionamento idrico per la distribuzione in rete, si sono verificati notevoli disagi per la cittadinanza.  Visto che non è possibile sopperire in alcun modo alla carenza di acqua determinata dal mancato apporto dei suddetti pozzi.  Considerato che le analisi confermano ancora stamane la bontà della qualità dell’acqua, si chiede alle SS.LL. di autorizzare questo Comune ad immettere l’acqua dei pozzi B e B1 nella rete idrica cittadina.  La risposta a questa richiesta dovrebbe arrivare entro martedi  mattina. Se le analisi saranno favorevoli i pozzi verranno subito riaperti e si potrà nuovamente rifornire i serbatoi di San Luigi e del Selvaggio mettendo fine alla situazione di crisi. Resta però la questione della prevenzione. Infatti ci siamo accorti che questi problemi vengono fuori da particolari condizioni.  Il Comune sta valutando anche la possibilità di intervenire nelle zone ad alto insediamento agricolo e zootecnico  costringendo gli operatori a effettuare delle opere di bonifica e di sistemazione delle concimaie che sembrano tra le maggiori cause dell'inquinamento di questi giorni.