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Aiello: aiuti per i bisognosi . Comisi :servono nuove soluzioni

Apr 07
11:37 2013

francesco aielloL’on Aiello chiede aiuto alla amministrazione per  dare ristoro a quelle, purtroppo tante, famiglie che  a causa della crisi economica e il blocco delle attività produttive sono in condizione di grave disagio e di assoluta indigenza;

Aiello dichiara infatti che moltissime persone e centinaia di nuclei familiari, tra i quali vecchi e bambini non riescono neanche a sopperire ai primari bisogni alimentari, nonché al pagamento dei fitti per la casa, così come al rispetto degli obblighi tributari, in quanto si trovano senza lavoro e senza  reddito;

Dalla sua esperienza di ammnistratore di lungo corso sa che il Comune può  e deve farsi carico di accertare la consistenza di questo fenomeno e di attivare rimedi immediati rivolti ad alleviare le drammatiche condizioni in cui versa  questa parte della popolazione vittoriese e cosi con una mozione  impegna  l’Amministrazione comunale  a definire un piano ricognitivo immediato in tutto il territorio ai fini di una esatta rilevazione dei bisogni alimentari e locativi di cittadini in grave situazione di indigenza;  a istituire degli appositi spacci di distribuzione quotidiana dei beni alimentari fondamentali attraverso sistemi già in esercizio in alcuni Comuni italiani, quale ”  la tessera alimentare” che consente il prelievo di alimenti di base per il fabbisogno  giornaliero;  di organizzare a livello cittadino il sostegno ai bisognosi, chiamando tutta la cittadinanza a concorrere alla realizzazione di questo obiettivo, acquisendo anche suggerimenti e proposte della società civile e delle Associazioni umanitarie che operano con grande impegno nella città di Vittoria;  a garantire immediatamente a tutti gli sfrattati un tetto dove ripararsi;  a concordare gli interventi anche  con gli Organi della Regione , per una loro partecipazione  a sostegno.

Occorre però cercare delle soluzioni alternative per migliorare la situazione economica in tempi ragionevoli .  Carmelo Comisi inteviene con una riflessione che può fare da compendio alla mozione di Aiello.

Da anni siamo consapevoli che la nostra economia, incentrata principalmente sulla coltura intensiva degli ortaggi, sta morendo a causa della concorrenza dei paesi stranieri nei quali i costi di produzione sono notevolmente inferiori ai nostri. Purtroppo (o per fortuna) le soluzioni proposte in questi anni dai politici locali e dai rappresentanti delle categorie direttamente interessate, si sono rivelate impraticabili, soprattutto perché tendono a non considerare che siamo soltanto una piccola e irrilevante parte di un’enorme ingranaggio economico, inserito in un contesto globale e globalizzato.

A mio avviso, continua Comisi,  tutto questo non è un male, anzi, è un’opportunità che attende soltanto di essere colta.  Bisogna però avere la lungimiranza necessaria per porre attenzione a quelle che sono le nostre potenzialità sopite e il coraggio di convertirle in risorse.

Sappiamo, per certo, che le nostre produzioni serricole sono ormai economicamente insostenibili per i produttori ed inoltre, essendo un affronto alla vista e all’olfatto, costituiscono un notevole ostacolo alle ambizioni turistiche del nostro territorio. Sappiamo anche che viviamo in una  nazione priva di fonti energetiche tradizionali e che, se vogliamo puntare all’autosufficienza o almeno ridurre la nostra sudditanza dai paesi produttori, possiamo soltanto puntare sulle rinnovabili. Quindi, mettendo insieme queste evidenze, possiamo trarre delle conclusioni e, saggiamente, fare di necessità virtù.

Quanto sarebbe bello se, al posto delle innumerevoli distese di serre, pannelli fotovoltaici e pale eoliche dominassero le nostre campagne, e quanti i vantaggi che se ne potrebbero trarre: fine degli odori nauseabondi provenienti dalle terre concimate, fine dell’inquinamento delle falde acquifere, fine delle nefaste conseguenze sull’economia dei fenomeni atmosferici (trombe d’aria, grandine, gelo), notevole produzione pulita di energia elettrica, possibilità di poter investire, concretamente, sulle peculiarità paesaggistiche ai fini di incrementare il settore turistico.

Insomma, perché non incominciare a porsi l’ambizioso obbiettivo della ritrasformazione della “fascia trasformata”?

 

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