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Vega Oil. La denuncia di Movimento azzurro Modica

Vega Oil. La denuncia di Movimento azzurro Modica
Aprile 04
14:41 2016

In questi giorni si parla tanto delle piattaforme off-shore italiane che sono le più sicure al mondo. Potrebbe anche essere vero, rimane tuttavia il dubbio su coloro che le gestiscono. Tralasciando l’attuale caso della Basilicata, l’ecosezione di Modica del Movimento Azzurro, vuole con questa nota fermarsi a riflettere su quanto accade a due passi da noi, ovvero sulle vicende della Vega Oil. Secondo i documenti dell’Ispra, confermati dalla perizia della procura, l’Edison, tra il 1989 e il 2007, avrebbe iniettato illegalmente nel pozzo sterile V6, a 2.800 metri di profondità, ingenti quantità di rifiuti petroliferi altamente inquinanti: mezzo miliardo di litri, l’equivalente del contenuto di 12.500 autocisterne, liquidi con alte concentrazioni di metalli pesanti. Le conseguenze ambientali elencate dal Pm Francesco Puleio appaiono molto gravi: “dispersione e sversamento di idrocarburi e sostanze inquinanti nelle acque marine: contaminazioni ambientali per l’ecosistema marino, inquinamento delle falde idriche profonde, rischio di sismicità indotta”. Ricordiamo che un pozzo sterile è un pozzo senza un tappo che potrebbe riversare inquinanti per secoli!
Tutto questo era già noto dal 2007, ma, per motivi incomprensibili a noi comuni mortali, il 16 aprile 2015 il ministero dell’Ambiente dà il via libera al raddoppio della piattaforma e il 13 novembre dello stesso anno concede un prolungamento di 10 anni alla concessione motivandolo così: “La società ha ottemperato ai termini di buona gestione del giacimento…”. ( da cui impariamo che creare sul fondo del mare una discarica abusiva che potrebbe rilasciare veleni nell’ambiente equivale ad “una buona gestione”) Tra l’altro nessuno ha “ricordato” che l’area scelta per la realizzazione della piattaforma VegaB ricade all’interno della fascia di protezione delle 12 miglia dal sito di interesse comunitario (Sic) “Fondali e foce del fiume Irminio”. La legge impedirebbe di costruire nuove piattaforme così vicino a un’area protetta, ma non secondo i due ministeri dell’ambiente e dello sviluppo.
In sintesi: grazie alla prescrizione, Edison non pagherà i danni procurati incassa invece dal governo un rinnovo della concessione per un decennio, alla modica cifra di un canone di appena 87 euro l’anno a chilometro quadrato, pagando royalty irrisorie e a noi regalano una bomba ecologica a due passi da casa.
Ma abbiamo un’arma: se nelle urne dovesse prevalere il “sì”, molto probabilmente il raddoppio della Vega sarà bloccato (perché non redditizio).
A noi del Movimento Azzurro basta questo per andare a votare SI’.

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