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Il ‘vaffa’ della consigliera ex 5 stelle, cioè quelli del ‘vaffa’. L’ipocrisia del M5S

Il ‘vaffa’ della consigliera ex 5 stelle, cioè quelli del ‘vaffa’. L’ipocrisia del M5S
gennaio 02
17:06 2017

Il gesto dell’ombrello, esibito nell’ultima – estenuante – seduta di Consiglio comunale da Manuela Nicita e rivolto al primo cittadino che la invitava a dimettersi si offre per essere oggetto di numerose riflessioni e altrettante critiche o censure.
La Nicita ha sbagliato: non può avere nessuna giustificazione, forse qualche tiepida attenuante, ma non certo l’assoluzione. E’ un gesto irriguardoso dell’aula consiliare e del primo cittadino, ma ancor prima verso se stessa e il ruolo che ricopre. Siamo certi che il Consigliere comunale del Lab 2.0 saprà scusarsi, non tanto con il sindaco che delle scuse se ne fa ben poco, ma nei confronti della città della quale, in ogni caso, è un rappresentante istituzionale.

Tuttavia, posto per certo il grave errore, è veramente fuori da ogni logica che esponenti di un movimento politico che sul ‘vaffa’ ha costruito grande parte della propria fortuna si scandalizzino se destinatari del loro gesto/vessillo, del collante che amalgama i propri elettori, della più innocente delle esternazioni della rabbia. La differenza è che se lo fa il leader del Movimento 5 Stelle è un gesto da ‘copione’, studiato a tavolino e tutto normale a tal punto da organizzare i ‘Vaffa Day’, ma se scappa a un Consigliere comunale di Ragusa, nel pieno della notte, in uno dei Consigli comunali più infuocati degli ultimi vent’anni, proprio non va giù, appigliandosi a un rispetto per le istituzioni che i grillini per primi non hanno nel DNA. Ecco, questa è la vera contraddizione: finché sono i grillini a fare i ‘maleducati’ – criticati da anni, attirano però consensi – va bene, quando sono gli altri invece no… Da oppositori i grillini praticano il ‘vaffa’ condisinvoltura, da amministratori lo digeriscono male.
Ciò che non accettiamo è l’ipocrisia. Perché vero è che Manuela Nicita è nelle fila del Lab 2.0, ma non dimentichiamo che è stata eletta nel M5S e, inconsapevolmente, stenta ancora a scrollarsi da dosso quello stile un po’ incacchiato tipico della piazza pentastellata.
Noi abbiamo criticato, in questi anni di amministrazione Piccitto, sia il Consigliere che va in aula indossando i pinocchietti, sia chi fa le piazzate napoletane, chi starnazza interrompendo gli altri e pure il sindaco quando non presta attenzione a chi gli rivolge la parola. C’è chi, fuori dall’aula, non fa mistero di professare un credo politico nefasto e chi insegue i cavilli per cogliere in fallo l’amministrazione senza mai riuscirci davvero. Abbiamo puntato il dito su maggioranza e opposizione senza alcun distinguo e quindi, per questo specifico episodio non possiamo, che rimproverare anche la Consigliera Nicita. Ci permettiamo, però, di sottolineare un aspetto: almeno Manuela Nicita è stata genuina e senza retropensieri nella sua esternazione. Non possiamo dire lo stesso di molti altri che ne chiedono le dimissioni. S’è abbassata di molto la soglia di tolleranza rispetto al comportamento da tenere in una sede istituzionale, soprattutto quando a far rispettare le regole c’è chi appartiene ad una parte politica che, come abbiamo detto, si cura delle istituzioni a seconda della convenienza e per lo più quando si trova sotto attacco.

Chi di ‘vaffa’ ferisce, di ‘vaffa’ perisce, ci vien da dire. Perché la reazione della Nicita è il miglior interprete del sentimento d’insofferenza che serpeggia in città perfino tra chi Piccitto l’ha votato.
Insomma, l’ex grillina cresciuta a ‘o-ne-stà’ e ‘vaffa’ che manda a quel paese il sindaco grillino è una questione che dovrebbe davvero far riflettere, ma non tanto sulla Nicita, ma su quel che è diventata la politica per alcuni.

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