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Teatro La Concordia, la reazione dolceamara di Nello Dipasquale

Teatro La Concordia, la reazione dolceamara di Nello Dipasquale
maggio 25
17:01 2016

Il deputato regionale Pd, Nello Dipasquale, dopo aver appreso che il Comune di Ragusa rientrerà in possesso di circa 900.000 euro per la vicenda relativa all’esproprio del Teatro Concordia, non ha esitato a bacchettare l’amministrazione Piccitto, rea di aver “dimenticato” di riconoscere i meriti dell’ex sindaco ragusano.

Dipasquale afferma quanto segue: “sono molto contento per questa notizia che, però, mi amareggia da un altro punto di vista. Dall’amministrazione comunale fanno bene ad informare la cittadinanza del risultato, ma purtroppo dimenticano di dire tanto altro. Per esempio che il ricorso l’aveva proposto e avviato l’ex sindaco Nello Dipasquale (nel 2007 avevo dato mandato agli uffici di resistere in giudizio contro il ricorso degli ex proprietari e nel 2011 – delibera di Giunta n. 214 del 21 giugno – di ricorrere contro la decisione della Corte di Appello di Catania) e che il sindaco Piccitto è stato bravo solo a bloccare la progettazione e la realizzazione del Teatro”.

La situazione in merito al Teatro Concordia è stata ribaltata dalla recente sentenza della Corte di Cassazione, la quale annullava la precedente della Corte d’Appello che dava ragione agli ex proprietari dell’immobile. Questi sostenevano che la valutazione del teatro (e del fabbricato adiacente) era stata fatta con netto ribasso rispetto al valore reale dell’immobile: per cui il comune di Ragusa fu obbligato a pagare la somma di 905.325,50 euro, oltre i 1.330.000,00 euro precedentemente versati (per maggiori informazioni clicca qui).

Dipasquale conclude il suo intervento continuando a pungolare gli attuali amministratori del capoluogo Ibleo: “l’onestà di cui i pentastellati fanno un gran vantarsi, nonostante le cronache nazionali parlino di altro, non si applica certamente alla loro capacità di interpretazione della realtà né alla semplice riconoscenza quando i risultati si ottengono grazie alla lungimiranza di chi ha amministrato prima di loro”.

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