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Statuto comunale. Castilletti (Lab. 2.0): “La maggioranza, con l’indispensabile stampella di Chiavola e D’Asta, mortificano la democrazia e la volontà popolare”

Statuto comunale. Castilletti (Lab. 2.0): “La maggioranza, con l’indispensabile stampella di Chiavola e D’Asta, mortificano la democrazia e la volontà popolare”
marzo 07
11:50 2015

“E’ stata scritta un’altra pagina vergognosa nella storia democratica della nostra Città”, dichiara il presidente del Laboratorio politico culturale 2.0, Claudio Castilletti. “Alcuni giorni fa è stata approvata una delibera che, modificando a colpi di maggioranza lo Statuto comunale, cancella i Gruppi consiliari costituiti da un solo consigliere, mortificando nei fatti gli elettori che avevano votato proprio quei consiglieri in quanto rappresentanti di partiti e liste con specifiche identità e programmi politico-amministrativi condivisi dagli elettori.

L’eliminazione di tali gruppi consiliari è stata posta in atto dalla maggioranza grillina e dai movimenti dell’area di governo (“Partecipiamo” e “Città”) nonché da due soli consiglieri del PD che hanno votato a favore, giustificata dalla necessità di ridurre le spese in capo alle Commissioni consiliari delle quali facevano parte tutti i gruppi politici, aventi diritto ad una sola rappresentanza, ed il Movimento 5 Stelle, che invece vanta rappresentanze molto più ampie.
Il Laboratorio Politico Culturale Due punto Zero (2.0) stigmatizza con forza la recente delibera imposta al Consiglio comunale e apprezza e condivide la posizione espressa in tal senso dal Primo Circolo del PD “Pippo Tumino”.
Il Laboratorio 2.0, a mezzo dei suoi rappresentanti in Consiglio comunale, Sonia Migliore e Manuela Nicita, ha proposto, in sinergia con altri consiglieri appartenenti alle forze di opposizione, la modifica del Regolamento consiliare al fine di una drastica riduzione del numero dei componenti delle Commissioni, provvedimento che, qualora recepito da sindaco e maggioranza, avrebbe raggiunto gli obiettivi di ridurne realmente le spese e di accrescerne la funzionalità: così non è stato.
Non si può non rimarcare come nei fatti, la stampella alla maggioranza è stata gentilmente offerta dai consiglieri iscritti al Terzo circolo del PD, D’Asta e Chiavola, i cui voti sono risultati decisivi per l’approvazione di un provvedimento che ha in sostanza determinato la decapitazione delle minoranze, nel tentativo di tappargli la bocca e di limitarne il ruolo istituzionale. Questo scellerato provvedimento, benché proposto dalla nuova maggioranza costituita dai Movimenti 5 stelle, Città e Partecipiamo, senza i voti dei due consiglieri del PD, non sarebbe giunto all’approvazione, in quanto alcuni consiglieri della stessa maggioranza, in disaccordo, non hanno partecipato al voto.
Non comprendiamo la ragione politica dell’atteggiamento tenuto dai consiglieri PD D’Asta e Chiavola, i quali hanno agito in totale disaccordo con la posizione assunta dal loro capogruppo Massari, anch’egli del Terzo Circolo PD, il quale, con grande onestà intellettuale, ha preferito allontanarsi dall’Aula per non votare un provvedimento “tagliola” contro i diritti dei consiglieri democraticamente eletti dai cittadini. E di questo noi del Laboratorio 2.0 non possiamo non rendergli onore.
E’ un delitto mortificare l’impegno civico di consiglieri di minoranza, assai critico ed efficace, che in questi 18 mesi ha dato contributi molto significativi sul piano delle proposte politiche, della verifica sulla trasparenza degli atti amministrativi, della denuncia delle gravissime inefficienze, degli sprechi e del vessatorio aumento delle tasse comunali. Ed in tal senso non si può non essere d’accordo con le misure tese al risparmio dei costi di funzionamento delle Commissioni, come tra l’altro sostenuto dal vice segretario del PD e componente del Secondo Circolo del PD, avv. Angela Barone; purché – e su questo non intendiamo assolutamente concedere sconti – questo non leda il diritto all’esercizio delle funzioni ispettive da parte dei consiglieri di minoranza, perché ciò equivale ad un vero e proprio bavaglio.
Questo è il primo atto dell’annunciata “dottrina” del sindaco Piccitto, fondata sulla prevaricazione e sullo strano e stravagante principio della “tolleranza zero”, che stride con le tradizioni politiche e civili dei ragusani: viene infatti annunciato il dimezzamento dei tempi di intervento dei consiglieri nel dibattito consiliare e delle sedute di Consiglio dedicate alle comunicazioni, dove i consiglieri segnalano all’Amministrazione i problemi quotidiani dei cittadini, chiedendone una soluzione.
I calcoli del sindaco Piccitto e della sua maggioranza saranno sconvolti dal moltiplicarsi dell’impegno dei consiglieri e dei tanti cittadini che sono fin da ora impegnati alla vigilanza e alla denuncia politica di una Amministrazione che, ogni giorno di più, si sta mostrando inadeguata a soddisfare i reali bisogni di una città che vuole proiettarsi verso il futuro attraverso una seria programmazione urbanistica, economica e culturale”.

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